I livelli di ozono già oltre i limiti

Inquinamento - La concentrazione può aumentare in estate a causa del cosiddetto “smog fotochimico”

I livelli di ozono nell’aria hanno superato in provincia la soglia di informazione (180 µg/m3), cioè il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione. Ala stazione Arpa Vidoletti di Varese si sono indicizzate sui 185 µg/m3, a Ferno le concentrazioni di ozono nell’aria ieri si sono attestate intorno ai 187 µg/m3 e a Saronno invece hanno toccato i 188 µg/m3. Non si tratta di valori estremamente allarmanti, ma comunque che necessitano di monitoraggio. L’ozono (O3) viene spesso definito “l’inquinante al posto sbagliato”. L’ozono è indispensabile alla vita sulla Terra perché impedisce il passaggio dei raggi pericolosi per la nostra salute. Negli strati bassi dell’atmosfera, la cosiddetta troposfera (al di sotto dei 10-15 km di altezza dal suolo), esso è presente naturalmente in basse concentrazioni per effetto del naturale scambio con la stratosfera. Tale concentrazione può però aumentare in alcune aree a causa del cosiddetto “smog fotochimico”, che si origina soprattutto nei mesi estivi in concomitanza di un intenso irraggiamento solare e di un’elevata temperatura.La presenza di elevati livelli di ozono, a causa del suo alto potere ossidante (per effetto dell’ossigeno nascente che si libera quando la molecola si dissocia), danneggia la salute umana, ma anche quella degli animali e delle piante (ne influenza la

fotosintesi e la crescita, entra nel processo di formazione delle piogge acide, con danni alla vegetazione e ai raccolti), deteriora i materiali (danni al patrimonio storico-artistico) e riduce la visibilità. Per quanto riguarda gli effetti sulla salute dell’uomo, al momento non sono ancora ben note le conseguenze “croniche”, derivanti cioè da una lunga esposizione a basse concentrazioni di ozono. Gli effetti “acuti” più evidenti sono la forte azione irritante alla mucosa degli occhi, infiammazioni ed alterazioni a carico dell’apparato respiratorio (soprattutto naso e gola, con tosse, difficoltà respiratorie, sensazioni di affaticamento e perfino edema polmonare) ed un senso di pressione sul torace. Concentrazioni particolarmente elevate possono portare anche ad alterazioni delle funzioni respiratorie, ad un aumento della frequenza degli attacchi asmatici, ad una diminuzione della resistenza alle infezioni batteriche polmonari, all’insorgere di malattie dell’apparato respiratorio ed al peggioramento di patologie, già in atto, di tipo respiratorio (polmoniti croniche ostruttive, bronchiti croniche, asma, enfisema polmonare) e cardiaco (ischemia del miocardio).Le più recenti indagini mostrano che lo smog estivo ed il forte inquinamento atmosferico possono portare ad una maggiore predisposizione ad allergie delle vie respiratorie. I rischi dipendono dalla concentrazione di ozono presente e dalla durata, dalla modalità dell’esposizione e dal volume totale di aria respirata. Ad esempio in caso di sforzi fisici l’azione irritante risulta più intensa e le prestazioni fisiche possono diminuire.