I medici al volante? Meglio in ambulatorio

I medici al volante? Meglio in ambulatorio

VARESE A Monza, Cremona e Como si trovano i guidatori più imprudenti, con quest’ordine di concentrazione. Ma subito dopo viene Varese, e anche qui in quanto a imprudenza non si scherza. Tanto che il premio assicurativo nel breve o brevissimo periodo presenterà il conto ai tanti varesini sulla via del rinnovo, esattamente il 5,81% degli assicurati, che avendo provocato uno o più incidenti dovranno fare un passo indietro con la classe di merito. Cioè pagare di più, almeno in buona parte dei casi. È quanto risulta dai dati resi noti da Assicurazione.it, il principale comparatore di prezzi sul mercato assicurativo. Curioso anche andare a vedere chi sono questi automobilisti che rischiano di pagare di più perché più facilmente fanno danni al volante. Se non stupisce trovare gli agenti di commercio al primo posto indiscusso tra provocatori di incidenti né i “liberi professionisti” in genere che li seguono al secondo, ci vuole un discreto impegno in quanto a ragionamenti cervellotici per capire cosa ci faccia al terzo posto la categoria dei medici. Eppure è quanto risulta dall’analisi effettuata che ha messo a sistema tutte le denunce presentate alle assicurazioni in Lombardia. Sotto al 6% del totale si collocano tutti gli altri, e si scopre ad esempio che i dirigenti (5,56%) fanno meno incidenti degli impiegati (5,58%) ma più

degli operai (5,32%), gli insegnanti (5,41%) più delle casalinghe (5,10%) e gli artigiani (5,73%) più dei commercianti (5,17%) e degli imprenditori (5,10%). Scendendo a fondo classifica, i dati dicono che ci si mette in una botte di ferro facendosi dare un passaggio da un “ecclesiale” (così vengono definiti), responsabili di appena il 3,97% degli incidenti, così come una certa sicurezza danno i vigili urbani con il 4,13%; infine, a sorpresa, al terzo posto per guidatori sicuri risultano gli studenti con il 4,96%. «Sono sempre contrario alle statistiche», commenta il presidente delle scuole guida varesine (Unasca) Alberto Belletti, istruttore di guida, «dovrebbero essere più analitiche e specificare almeno l’orario dell’incidente e l’età del conducente». Perché per Belletti c’è incidente e incidente: «Quello delle assicurazioni è un discorso spinoso, ma non si possono mettere sullo stesso piano un ragazzo che fa un tamponamento a un semaforo e uno che esce di strada ubriaco e magari ammazza quattro persone. Mi fa piacere però vedere gli studenti agli ultimi posti». Una posizione che corrisponde più o meno a quello che si aspettava, e bene sarebbe alla luce del dato cambiare un po’ le regole del gioco. Ad esempio, adottando di default il criterio dell’aumento del premio all’aumentare del chilometraggio medio annuale, viceversa della diminuzione per chi percorre pochi chilometri. Francesca Manfredi

s.bartolini

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