I ragazzi bevono con la testa Effetto movida sicura a Varese

I ragazzi bevono con la testa
Effetto movida sicura a Varese

Patenti saltate, revisioni mancanti, assenza di documenti, superamento dei limiti di velocità. Questo è il bilancio dell’operazione – che potremmo definire di “movida sicura” – che si è svolta tra sabato e domenica sulle strade della città.

A questi dati, che non fanno certo onore ai giovani, bisogna però aggiungere la responsabilità dimostrata da molti di loro che, prima di mettersi alla guida, si sono autonomamente sottoposti all’alcol test.

Nota rosa della serata: una donna è stata accompagnata dai vigili in ospedale per partorire.

L’operazione dei vigili è durata dall’una alle sette del mattino.

Il comandanteha prestato servizio con tre ufficiali e nove agenti. Le auto e gli uffici mobili hanno passato in rassegna piazza Monte Grappa, via Sacco e via Veratti fino alle tre e mezza. Poi si sono spostati in viale Belforte.

Cinquantacinque i veicoli controllati, con controllo etilometrico di tutti i conducenti. Sono state accertate cinque guide sotto l’effetto di alcol (altrettante le patenti ritirate).

Sono state accertate anche altre violazioni al codice della strada. Tra cui tre revisioni mancanti, due sanzioni per mancanza di documenti e tre per eccesso di velocità.

«Mi ha colpito il fatto che molti ragazzi, usciti dai locali del centro, si rivolgessero a noi prima di andare a prendere la macchina, chiedendo che gli misurassimo il livello di alcol nel sangue per capire se potevano mettersi alla guida o meno: un gesto importante perché è difficilissimo che i giovani si rapportino a noi in termini come questi – afferma il comandate Bezzon – Segno che in questa città la polizia locale è vissuta anche come un valore, non solo come un “nemico da evitare”».

L’episodio più emozionante è avvenuto verso la cinque del mattino. Al posto di controllo si è presentato un Suv il cui conducente era disperato, perché a bordo aveva una donna a cui «si erano rotte le acque». Probabilmente, complice un po’ di agitazione, l’automobilista non sapeva più dove si trovasse, né quale strada prendere. L’incontro con la polizia locale, che lo ha immediatamente indirizzato verso l’ospedale, è stato provvidenziale.

«Ecco: il nostro lavoro è proprio indirizzato a questo, cioè a lavorare per la qualità della vita dei nostri cittadini, che è un livello ulteriore rispetto alla sicurezza già egregiamente garantita dalla polizia e dai carabinieri» conclude il comandate.

La presenza dei ghisa diventerà sempre di più una costante della movida varesina.

«Avevamo fatto controlli di questo tipo a luglio e agosto e continueremo tutte le volte che ne avremo la possibilità, perché la guida in stato di ebbrezza continua ad essere una piaga e noi vogliamo fare il possibile per limitarla – spiega, assessore alla Polizia Locale – I nostri agenti non devono essere visti come sanzionatori, ma come alleati della prevenzione. Cinque patenti ritirate per via dell’alcol è un numero alto. Ma l’ultima volta erano sette e quella ancora prima dieci. Il dato positivo è che il fenomeno è in diminuzione. E noi continueremo ad attivarci senza sosta affinché si riduca sempre di più».

I ragazzi sono stati avvertiti: divertirsi va bene, ma con la testa. Per stare in salute ed evitare guai.

Varese

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