VARESE Una Varese riprogettata in ogni dettaglio da tredici dei migliori architetti sulla piazza europea. Questo avremo in mano a fine giugno 2010 grazie al lavoro dell’Accademia di architettura di Mendrisio che quest’anno ha scelto proprio la Città Giardino come oggetto di studio dei suoi diplomandi, i corrispettivi dei laureandi quinquennali italiani. Loro, un centinaio di studenti reduci da quattro anni di formazione nell’università ticinese, saranno divisi in 11 atelier, ognuno guidato da architetti docenti e collaboratori, 25 in totale, per redigere un quadro finale di possibile intervento.
In pratica, l’Accademia sfrutta l’occasione dei progetti di diploma dei suoi studenti per ripensare a un territorio specifico e circoscritto, la città di Varese in questo caso, in tutte le sue parti e nei rapporti tra loro, valutando ogni possibile zona di intervento sia per il centro che per la periferia. Le aree di studio in cui è stata suddivisa la città sono 14 e potranno essere modificate sia dal punto di vista architettonico che urbanistico senza che siano imposti limiti ambientali o di budget. Si tratta pur sempre di un progetto didattico, ha spiegato alla presentazione dell’iniziativa il direttore dell’Accademia di Mendrisio, Valentin Bearth. Starà poi agli organismi del territorio prendere il materiale che ne risulterà ed eventualmente passare all’applicazione pratica delle proposte progettuali, riadattandole in tal caso alle esigenze concrete. Resta il fatto che alcune delle città che ci hanno preceduto in questa esperienza comune con i diplomandi ticinesi, come Padova (2005), Venezia (2006), Olten (2007), la “Città Ticino” attraversata dalla linea ferroviaria dell’AlpTransit (2008) e Losanna (2009), hanno poi selezionato le idee migliori per farle proprie.
Anche Varese naturalmente conta molto sull’esito finale, e soprattutto in questa fase di redazione del pgt che porterà al nuovo piano regolatore. «Il fatto che abbiano scelto Varese – spiega il vicesindaco Giorgio De Wolf – significa che guarderanno a fondo la nostra città e ci aiuteranno a capire meglio alcune tematiche e i relativi problemi». Ecco perché il Comune ha garantito da subito il suo patrocinio, rendendo
disponibili tra l’altro tutto il materiale cartografico che si rendesse necessario e il supporto tecnico di consulenza sia per i diplomandi che per i loro professori. Quello che sicuramente ne verrà fuori, indipendentemente dall’applicabilità o meno dei progetti così come sono, è una grande opportunità di dibattito sulle possibili modifiche dei luoghi. Negli ultimi mesi del 2010 a Villa Panza sarà allestita una mostra degli elaborati che ne risulteranno.Francesca Manfredi
s.bartolini
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