I ragazzi salvano i monumenti “Insegnano la storia di Busto”

I ragazzi salvano i monumenti “Insegnano la storia di Busto”

BUSTO ARSIZIO Riscoprire e valorizzare i monumenti della città per non dimenticare la storia, le tradizioni, i personaggi e i valori che rappresentano. E’ quanto chiedono gli alunni, i docenti e il dirigente dell’istituto comprensivo Bossi che domani alle 9 al Museo del Tessile e alle 18 ai Molini Marzoli presenteranno un libro di loro produzione intitolato «Tutta mia la città: monumenti in Busto Arsizio – Manuale del giovane cittadino». «È il frutto di un percorso fatto l’anno scorso che ha compreso visite guidate e incontri con diverse realtà cittadine» spiega il preside Giorgio Ciccarelli. Percorso che ha coinvolto tutti gli alunni dai 3 ai 14 anni.Così, per esempio, le visite ai monumenti dedicati a Enrico Dell’Acqua sono state l’occasione per conoscere la lunga tradizione industriale della città, quella al monumento Avis per scoprire l’importanza di donare il sangue attraverso l’incontro con alcuni volontari. E ancora il monumento agli Alpini in piazzale Facchinetti ha permesso di approfondire la storia della prima guerra

mondiale.Tutto questo «ha suscitato l’interesse dei ragazzi – afferma l’insegnante Antonella Rabolini, che insieme al collega Ernesto Speroni ha coordinato il progetto – hanno anche analizzato l’evoluzione nella città di questi monumenti dal passato a oggi, compreso l’attuale spostamento del monumento ai Caduti: i ragazzi l’avrebbero voluto qui in piazza Plebiscito». Nel libro, che contiene testi, schede, foto e anche parti in inglese e francese, non manca una «valutazione dei ragazzi sullo stato dei monumenti – afferma Ciccarelli – si sono resi conto che molto spesso sono abbandonati». «Ad esempio – racconta Samuel, uno studente di terza media – i nomi sul monumento ai Reduci in via Foscolo non si leggono, sono scritti su un cartello accanto», mentre in piazza Garibaldi «a volte l’acqua della fontana è sporca». Su molti monumenti «ci sono scritte con le bombolette», interviene Ludovica. Nicola lancia una proposta: «Ci vorrebbero dei vigilanti». Il 4 novembre, nell’ambito di un progetto nazionale, i ragazzi adotteranno il monumento agli Alpini.Brigida Rangone

s.bartolini

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