I saldi non sono più una buona occasione

Esordio sfortunato per le svendite stagionali: nessun segnale positivo di ripresa dei consumi. La pioggia e la partita non hanno aiutato

Saldi bagnati… saldi sfortunati. Il primo giorno delle svendite di fine stagione non ha dato alcun segnale positivo di ripresa dei consumi, «un sabato normale, anzi un po’ sotto tono», e la rabbia dei commercianti è tutta nei confronti dei colleghi che, in barba alla normativa, praticano sconti ormai già da 15 giorni.

Le code fuori dai negozi per accaparrarsi il capo tanto desiderato ad un prezzo ridotto sono un ricordo lontano e il primo giorno di saldi neanche per i commercianti ha più niente di diverso da una normale giornata di lavoro. Come mai? Perché i saldi non sono più un’occasione.
E non perché gli sconti applicati non siano convenienti, ma perché ormai la merce si trova saldata tutti i giorni dell’anno.

Una liberalizzazione sotto banco, perpetrata da alcuni commercianti, che però sta danneggiando chi invece il proprio lavoro lo fa con serietà. «Ogni giorno mi arrivano sul cellulare messaggi da parte di negozi che propongono la giornata degli sconti il mercoledì, una determinata marca in offerta il giovedì, il fuori tutto la domenica. Se abituiamo la gente ad avere sconti tutto l’anno non possiamo certo lamentarci se poi non partecipano ai saldi – spiega , delegato Confesercenti – Il consumatore è ormai

diseducato e la colpa è di alcuni negozianti che dovrebbero cambiare mestiere perché stanno rovinando la categoria». Sperati è infuriato e stufo di subire la concorrenza sleale. «Mi vien da ridere quando sento che i vigili hanno multato otto negozi perché praticavano gli sconti in anticipo – aggiunge – Mille euro di sanzione per una scorrettezza che gliene ha fatti incassare dieci volte tanti. Il deterrente vero sarebbe la chiusura dell’attività per 15 giorni per chi non rispetta le regole».

Il sistema saldi non funziona più, insomma, e ciò non soltanto per le modalità con cui è concepito. La vera colpa ricade sugli stessi commercianti «e se abituiamo i consumatori così, tra dieci anni non esisteremo più, ci saranno solo le grandi catene».
Ieri sera sono cominciate anche se serate di shopping by night, con i negozi aperti dalle 21 fino alle 23:30, ma tra la pioggia e la partita della nazionale, anche questa iniziativa non è servita al commercio e non ha riscosso particolare successo.