I sindaci al capezzale del lago «Ci alleiamo per farlo respirare»

I sindaci al capezzale del lago
«Ci alleiamo per farlo respirare»

Il lago di Varese sarà la priorità che Varese e i Comuni rivieraschi porteranno sul tavolo del nuovo presidente della Provincia e dell’Ato, ente che dovrà trovare i soldi.

Questa la mission che si sono dati ieri sera, nel corso di una riunione, il sindaco e i 10 municipi rivieraschi. Alle 19.30, quando sono finiti i lavori, tutti hanno convenuto che si era creato «un fronte comune per il lago di Varese».

Il lago deve essere pensato come un paziente gravemente compromesso, che richiede di intervenire su tre parti del suo organismo: gli scolmatori di troppo pieno, le alghe e il fondale.

Gli scolmatori, quando piove tanto come quest’anno, fanno finire nel lago sostanze nocive. Dovrà essere l’ex consorzio di Varese, ovvero la società che gestisce il depuratore, a censire gli scarichi uno per uno. Questa fase di studio è funzionale a un intervento di collettamento e sistemazione.

Veniamo ora alle alghe. Ne esistono di due tipi. La macrofite (con le foglie larghe), come le castagne d’acqua e i fiori di loto, che in piccola quantità sono positive, ma che diventano dannose quando sono troppo ramificate. Per contenerle dovranno essere pianificati interventi di sfalcio annuali. Calendarizzandoli in primavera, quando la vegetazione è bassa, per contenere il costo e i tempi dell’intervento.

Poi ci sono le microfite: insieme a cui appartengono le alghe proliferate quest’anno, che necessitano di studi ulteriori per capirne l’effettiva tossicità. In particolare ne è stata riscontrata una tossica, ma che parrebbe presente in piccolissime quantità.

Tali alghe spariranno quando diminuirà l’ingresso di inquinanti nel lago, quindi mettendo a posto gli scolmatori di troppo pieno e pulendo il fondale.

Ed è proprio il fondale la parte del lago su cui è più laborioso intervenire.

«La proposta è quella di fare un concorso di idee per capire la strategia migliore. Il Phoslock è escluso, così come la soluzione di dragare il fondo ipotizzata nel passato – dice , responsabile del comitato scientifico dei Comuni rivieraschi – Ad oggi la soluzione che sembrerebbe portare più risultati è il prelievo ipolimnico delle acque sul fondo. Queste acque però dovranno essere depurate prima di venire reimmesse nel Bardello. Cosa che non è stata fatta negli anni scorsi».

Oggetto di studio sarà anche il livello del lago: le piogge di quest’anno hanno dimostrato che, se il livello dell’acqua sale, le alghe proliferano ugualmente.

«Sono soddisfatta – commenta , sindaco di Bodio Lomnago – Tutti insieme, con Varese che fa da Comune trainante, riusciremo ad avere la forza di trovare soluzioni».

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