«Era il nostro Comandante. Chi volava con lui lo definiva così e abbiamo iniziato a definirlo così anche noi. Non capo, non boss. Ma Comandante, perchè gli si addiceva». I dipendenti del Fantinato Group ieri entravano con gli occhi bassi nella sede di piazzale Trieste. «È così anche a Cantello – spiegano – dove c’è la sede legale della nostra azienda. Abbiamo parlato con i colleghi, sono sconvolti».
E si torna a Comandante. «Un comandante è un leader e lui, Dario, era così. Stava davanti a noi, mai sopra di noi. Ci spronava, ma era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene – raccontano i dipendenti – non ha mai chiesto a nessuno di dare più di quanto non desse lui. Nel momento della crisi noi non siamo mai stati preoccupati. Era bravo, così come i fratelli Ugo e Pietro, ma soprattutto era sincero. Non era un “padrone”: diceva le cose esat come stavano. Noi ci siamo sempre fidati, facendo bene a farlo». Nel giorno del dolore e dello shock chi lavora per il Fantinato Group si vede passare davanti mille ricordi. «La festa di Natale che non è mai mancata e che ha sempre visto Dario ricordarsi di ciascuno di noi – raccontano – conosceva tutti per nome. Ha saputo creare un rapporto personale. Come dire? Non aveva bisogno di dare ordini. Era autorevole, non autoritario. Se diceva: devi fare questo, c’era una ragione. E ha sempre saputo premiare chi si impegnava nel lavoro». Negli occhi dei dipendenti del Fantinato Group la stima verso il Comandante è tangibile. «È partito dal nulla e ha costruito un impero ma non ha mai dimenticato da dove venisse – spiegano – non c’era boria, non c’era arroganza. Un grande uomo che ha costruito un grande impero ma è rimasto umile. Semplice a tratti». «Io perdo l’amministratore della società per cui lavoro, ma soprattutto perdo un amico e perdo un fratello. E penso a suo figlio Davide, che era la luce dei suoi occhi e compirà sette anni. Suo papà era il suo mito», aggiunge direttore commerciale della Fantinato Group.
I dipendenti, tutti, abbracciano «la moglie, il figlio, i fratelli Ugo e Pietro e tutta la sua famiglia – spiegano – siamo a loro disposizione in un momento terribile. E condividiamo il loro dolore perchè al signor Dario volevamo bene tutti noi». Moltissimi, ieri, domandavano se vi fosse già la data delle esequie. «Saremo presenti – concludono – vogliamo dimostrare vicinanza». E a chi domandava se vi fossero incertezze per il futuro la risposta è stata unanime: «Nessuna – hanno replicato i dipendenti – questa perdita è dolorosa e importante ma il gruppo è solido e i vertici sono validi e competenti. Siamo pronti a lavorare più di prima: questa è davvero la nostra azienda».












