Il bambino coraggio sta meglio E vuole aiutare gli altri bimbi malati

Il bambino coraggio sta meglio E vuole aiutare gli altri bimbi malati

Giungono notizie rassicuranti dagli Spedali Civili di Brescia, dove è ricoverato il piccolo Simone Molteni, sei anni: il decorso dopo il trapianto di midollo osseo sembra dare segnali positivi e incoraggianti.
Il bambino viene tenuto tuttora in una camera a flusso laminare, completamente asettica, per evitare infezioni: nella fase pre-operatoria, attraverso chemioterapia, è stato annullato il suo sistema immunitario malato; per questo motivo, con le difese azzerate, il piccolo deve essere tenuto il più possibile lontano da batteri e virus.

La fase post-operatoria è una delle più delicate, come ricorda la madre, Elena: «Il rischio maggiore può essere la reazione contro l’ospite, l’equivalente di un rigetto – sottolinea la mamma – i parametri però al momento escludono questa eventualità e sottolineano invece un progressivo attecchimento del nuovo midollo».

Elena Molteni rileva anche l’ottimismo da parte dei medici di Simone, che parlano di un decorso positivo, secondo le aspettative. “Il bollettino di guerra” quotidiano, come lo chiamano mamma Elena e papà Alberto, è dato dal controllo dei globuli bianchi, che di giorno in giorno sono in costante aumento: questo è un segnale incoraggiante per la famiglia e i medici. La loro crescita è il segnale che il nuovo midollo sta continuando nel processo di rigenerazione del sistema immunitario del piccolo.

La madre spiega che dovrebbero presto comparire i linfociti, che insieme alle immunoglobuline daranno il segnale definitivo della rinascita del sistema immunitario. I genitori si mostrano cautamente ottimisti. Dal punto di vista psicologico, il bambino non ha perso il sorriso e mostra insofferenza soltanto per le pappe, pure quelle sterilizzate, prevista da una dieta che si trascina ormai da settimane. La sua voglia di tagliatelle e risotto è documentata dal video, in cui Simone, vestito da primario, elargisce consigli ai bambini in convalescenza.

Nel corso dei prossimi giorni dovrebbero essere fatti anche i test dell’attecchimento, che serviranno per la conferma dei primi segnali positivi: nel giro di quindici giorni Simone potrebbe essere dimesso; continueranno poi i controlli costanti per circa un anno, il tempo necessario, come sottolinea mamma Elena, perché il nuovo sistema immunitario raggiunga livelli “normali”.

Continua nel frattempo il sostegno de “Il giardino di Luca e Viola”, associazione nata in ricordo di Luca, fratellino di Simone, scomparso a causa della stessa malattia a febbraio e di Viola, figlia di amici di famiglia, scomparsa per una meningite nel 2006. L’associazione si è riunita domenica all’oratorio di Orsenigo, in occasione della festa del paese: è stato organizzato un mercatino, in cui i bimbi donavano un gioco da vendere, con l’intento di promuovere la cultura della donazione in tutte le sue forme. Il ricavato andrà all’oratorio.

e.besoli

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