Sono arrivate a dodici, e coprono il territorio che va da viale Belforte all’ospedale di Circolo fino al Palazzetto dello Sport.
Sono le ciclostazioni di bike sharing che, con l’inaugurazione da parte dell’assessore all’Ambiente delle postazioni in via Sacco davanti alla Biblioteca Civica, in largo Bersaglieri accanto al tribunale ed in via Manin, che copre la zona delle scuole e dell’impianto sportivo, nella giornata di ieri hanno raggiunto la dozzina e ospitano 87 posti per le due ruote sia senza motore che a pedalata assistita.
«Abbiamo lavorato per garantire la massima accessibilità agli uffici aperti al pubblico – ha spiegato l’assessore – In Comune, in zona Tribunale e nei pressi delle scuole di Masnago, compresi palazzetto, stadio e uffici provinciali». A spiegare il valore dell’iniziativa è intervenuta anche l’architetto , che ha lavorato sul progetto fin dall’inizio.
«L’idea era nata durante i mondiali di ciclismo, ma abbiamo capito subito che era un’idea da introdurre nel piano d’indirizzo strategico per la mobilità ciclistica, tanto che nell’anno successivo divenne obbligatorio per tutti i comuni». «Non è un discorso limitato alla sostenibilità ambientale, ma un dovere civico, morale e istituzionale. La cittadinanza sta già rispondendo in modo positivo, in particolare per i veicoli a pedalata assistita».
Da qui la promessa, da parte di Clerici, dell’acquisto di altre biciclette «a pedalata assistita, che per Varese sono l’ideale. Ne acquisteremo altre otto».
Ma nonostante le nuove inaugurazioni, non mancano i problemi: nella ciclostazione di piazza Trieste, le bici sono state danneggiate a tal punto da essere portate via mentre in quella di piazza Repubblica , delle tre presenti, le due biciclette a pedalata assistita hanno le gomme sgonfie e una ha il motore guasto.
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