Niente finanziamenti da quattro mesi e un bando in proroga per la seconda volta, il canile di Varese soffre e chiama le istituzioni: «Avere una struttura simile per la città dovrebbe esser un onore, chiediamo solo un po’ di attenzione».Sono per la maggior parte volontari e ogni giorno si prendono cura dei cani ospiti nel rifugio comunale di via Friuli. Da Palazzo Estense percepiscono un finanziamento mensile, almeno così è stato fino a Marzo, quando cioè è scaduto il bando di gestione della struttura e la precedente amministrazione ha deciso di prorogarlo «prima fino a giugno e poi fino a settembre – spiega , presidente dell’associazione Emi che gestisce il canile – Solo che avrebbero anche dovuto attivare delle procedure speciali per continuare ad erogare i fondi mensili. Una questione tecnica che però non è mai stata affrontata». Perché da marzo nessun soldo è più arrivato e per l’associazione la situazione sta diventando insostenibile. «Per ora andiamo avanti con i nostri fondi, ma a breve finiranno. Questo poi è un periodo particolare per il canile, ci sono tutte le profilassi per la filaria da fare, gli antiparassitari … Insomma costi supplementari che
ci stanno mettendo in difficoltà». Quello che l’associazione chiede è che la nuova amministrazione affronti al più presto la questione, «perché siamo molto preoccupati. Abbiamo notato nell’ultimo anno un progressivo disinteresse per il canile e le continue proroghe sull’affidamento, senza mai affrontare il problema, sono state un segnale eloquente di questo atteggiamento». Ed è un peccato, perché avere un canile per la città dovrebbe essere considerato un valore aggiunto. Tanto più se la struttura è gestita egregiamente come l’associazione Emi fa. «Facciamo quel che possiamo, siamo una piccola realtà – aggiunge – Ci basterebbe solo che la nuova amministrazione dimostrasse di tenere al lavoro che facciamo e che risolvesse questa situazione». Altrimenti i volontari saranno costretti a chiedere l’aiuto dei cittadini, «sarebbe l’ultima spiaggia, ma se i soldi non arrivano saremo costretti a chiedere l’aiuto di tutti». Poi, se proprio l’amministrazione volesse, ci sarebbero anche un altro paio di interventi di cui la struttura necessita. «Negli ultimi anni si è proceduto a mettere delle pezze dove in realtà ci sarebbe stato bisogno di interventi radicali. Sappiamo che non ci sono molto soldi da investire, ma qualcosa si potrebbe comunque fare, facendo sistema».













