Il caso Uva in aula fa scintille Il Pm sbotta, famiglia spaccata

Il caso Uva in aula fa scintille Il Pm sbotta, famiglia spaccata

VARESE Attesissima perché, nonostante il riserbo della procura, si sapeva che per primi sarebbero stati chiamati a testimoniare carabinieri e poliziotti che la sera del 14 giugno del 2008 intervennero in via Dandolo – portando poi alla caserma di via Saffi Giuseppe Uva e il suo amico Alberto Biggioggero – l’udienza di ieri ha deluso quanti si aspettavano di conoscere dalla voce dei protagonisti che cosa è veramente successo quella notte. Anzi, si è risolta nell’ennesimo scontro tra la parte civile rappresentata dall’avvocato Fabio Anselmo, e procura, al punto che il pm Agostino Abate – titolare dell’inchiesta per la morte del 43enne artigiano varesino per la quale è imputato per colpa medica lo psichiatra comasco Carlo Fraticelli – è sbottato, dichiarando, non mascherando fastidio, ma anche con ironia nella voce, come sempre squillante: «Qui l’unico imputato sono io». E però, il colpo di scena non è mancato: perché la richiesta al giudice Orazio Muscato dell’avvocato Anselmo (per conto di Lucia Uva, sorella della vittima), di revocare l’ordinanza di ammissione testi, per dar modo di sentire fin da subito i consulenti medici che si sono alternati in questo caso (una decina), ha portato allo scoperto il conflitto latente all’interno delle tante parti civili, cioè della famiglia di Uva. Perché mamma, papà e fratello, presenti in aula, e rappresentati dall’avvocato Fabio Matera, si sono dissociati platealmente dalle parole di Anselmo, opponendosi all’eccezione sollevata in apertura di udienza. «Non possiamo permettere che si faccia un processo alla rovescia – aveva detto Anselmo invocando l’inversione dell’ordine dei testi – non per condannare un medico, ma per dimostrare la correttezza di chi è intervenuto e dell’operato della procura di Varese. In un procedimento per colpa medica questi testi (poliziotti e carabinieri, ndr) sono inutili». Una posizione di contrasto con la procura che è apparsa immotivata all’avvocato Matera: «Polemica contronatura rispetto al ruolo della parte civile»,

la sua definizione, rammentando poi come «quegli stessi testi facciano parte della lista depositata da Anselmo, e che l’unico interesse del processo è l’accertamento della verità. Forse – ha aggiunto – l’unico scopo che una tale istanza si prefigge è di natura extra processuale». Un riferimento neanche troppo velato al polverone mediatico sollevato intorno al caso Uva, nel tentativo di farlo assurgere alle cronache nazionali al pari di quelli più famosi di Federico Aldrovrandi e Stefano Cucchi, adombrando cause terze, e violente, per la morte di Giuseppe Uva. Pure il difensore di Fraticelli, l’avvocato Renato Piccinelli, che pure avrebbe solo da guadagnare a che il processo si arenasse e si orientasse diversamente da come l’ha impostato la procura, è dissociato, e non senza ironia ha concluso che «dalle richieste della parte civile rappresentata da Anselmo si può solo concludere che il mio assistito è innocente. Ma – ha continuato – si tratta solo di un tentativo di rimescolare le acque. Fa bene la procura ad accertare come sono andati i fatti quella notte». E in effetti il pm Abate ha voluto ricordare che «spetta unicamente alla pubblica accusa l’onere della prova e quindi l’ordine di escussione dei testi: e chi altri se non poliziotti e carabinieri possono dirci come sono andate le cose quella notte, dirci se Uva era ubriaco, particolare non secondario, visto che l’alcol, secondo quanto accertato dall’inchiesta, avrebbe interagito con i tranquillanti che gli sono stati somministrati in ospedale durante il trattamento sanitario obbligatorio, ed è quindi concausa della sua morte?». E poi si è chiesto ad alta voce: «Come può una parte civile invocare una valutazione critica delle prove portate dal pm, e poi chiedere la condanna dell’unico imputato e il risarcimento?». Il giudice Muscato, visto il poco tempo a disposizione (ieri il tribunale chiudeva alle 13.30) ha rinviato la decisione all’udienza del 17 maggio. 

s.bartolini

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