Il cuore di Mario batte al “Del Ponte”

Il cuore di Mario batte al “Del Ponte”
Consegnato ieri all’ospedale un nuovo macchinario grazie alla famiglia del ragazzo morto in Australia. Aiuterà la diagnosi precoce dei problemi cardiaci

– Il grande cuore di Mario “batte” per i bambini del Del Ponte. «Grazie, perché ci dai tanto coraggio per il futuro». Con queste parole la dottoressa insieme a medici, infermiere, al Direttore Generale dell’Ospedale di Circolo, , e al dottor , direttore dell’Unità Operativa Neonatale ha voluto ringraziare per l’utilissima apparecchiatura donata dalla famiglia Pastore in memoria del figlio e fratello e dal gruppo di amici, consegnata ieri proprio dove verrà usata per le attività ambulatoriali cliniche e di ricerca della SSD Cardiologia pediatrica.

Uno strumento utile in grado di aiutare dal bimbo prematuro all’adolescente. Il ricordo del giovane varesino, scomparso improvvisamente proprio per problemi cardiaci nel giugno 2013, diventerà «costante nella “nostra” casa, dove personale infermieristico amministrativo e sanitario passa molte ore della giornata», prosegue la dottoressa Stifani.
I circa 1500 euro per l’acquisto dell’apparecchio, sono frutto «della raccolta fondi organizzata per rimpatriare la salma di Mario che quando ha avuto il malore si trovava in Australia – spiega l’amico -. Siamo contenti di aver donato, quanto è avanzato per acquistare questa attrezzatura che potrà aiutare i bambini con problemi cardiaci. Speriamo sia utile per i sanitari nel loro lavoro, soprattutto per la prevenzione. Siamo sicuri che Mario avrebbe voluto tutto questo».
Lo strumento donato è un sistema avanzato che permette il monitoraggio non invasivo di alcuni parametri. Oltre alla misurazione della saturazione di ossigeno e della frequenza cardiaca «permetterà di valutare la pressione arteriosa sisto-diastolica e media in modo incruento nel bambino di ogni età, dai neonati fino all’adolescente – riprende la dottoressa-. Sembra una cosa banale, perché noi adulti siamo abituati a farlo dal medico, in farmaci o addirittura con l’automisurazione, ma la cosa non è altrettanto semplice in età pediatrica».

Dotato di bracciali idonei potrà essere utilizzato per ogni utente in epoca neonatale e nell’adolescenza, compresi i giovani obesi.
«I bambini nella nostra struttura vengono valutati anche con questo parametro importantissimo per le cardiopatie congenite, ma anche in un più ampio ambito di prevenzione, di studio e gestione dell’ipertensione del bambino e dell’adolescente. Permette di identificare i bambini che già hanno queste problematiche, correggere un fattore di rischio cardiovascolare in età pediatrica e garantire una qualità di vita migliore».

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