Un grido d’allarme lanciato nei social network, come gesto d’amore verso il proprio quartiere. È l’iniziativa di , tra i fondatori della casa editrice varesina «Arterigere» e residente storico di Biumo Inferiore. Da qualche settimana il suo profilo Facebook è una collezione di foto o post del quartiere, soprattutto degli angoli più dimenticati.
L’ultimo parla di uno degli angoli più belli e nascosti del rione, Casa Orrigoni. «Una delle case più antiche di Varese – scrive Scardeoni – è del 1480 e ha ancora degli apprezzabili fregi, è di proprietà del Comune ed è completamente abbandonata e dimenticata dai nostri amministratori. Per fortuna che una trentina di anni fa è stato rifatto il tetto. Da allora, nonostante il bisogno di spazi pubblici da destinare a molteplici attività culturali, casa Orrigoni e il cortile antistante subiscono il degrado naturale dell’abbandono».
Casa Orrigoni è anche abitata, perché oltre ad essere una sede della polizia locale, una parte è adibita ad alloggi popolari.
Nel cortile si vedono ancora parti dell’affresco che ornava la parte superiore degli archi: un restauro li salverebbe, ma non è previsto. «Palazzo Estense, a questo tipo di richieste, risponde sempre con un ritornello: non abbiamo i soldi – dice Scardeoni – posso anche crederci, ma non è sempre stato così. Quando i soldi c’erano, fino a non molti anni fa, nulla è stato fatto per salvare veramente questo piccolo capolavoro. Così come non è stato fatto quasi nulla per preservare altri gioielli della città».
L’iniziativa di mettere su Facebook le immagini di questi angoli dimenticati per Scardeoni è un’espressione d’affetto nei confronti di uno dei quartieri più ricchi di storia di Varese, ma anche un invito ai propri concittadini, perché «non si abituino al brutto. Varese può essere davvero bella, e Biumo, dove vivo da sempre, può essere uno dei suoi gioielli. Invece ce ne dimentichiamo».
Anche l’area Cagna è tra i post di denuncia dell’editore: «Le imposte al piano superiore non hanno mai avuto manutenzione, sono marcite e, invece di essere sostituite, sono state solamente tolte. Eppure anche quello è uno spazio pubblico, un bene di tutti i cittadini che viene lasciato all’incuria».
Un modo di guardare il quartiere che va oltre la semplice apparenza: «In via Garibaldi, nel tratto davanti al liceo musicale, sono stati appena sostituiti i tombini – racconta Scardeoni – ottimo, un intervento assolutamente da fare. Ma allora perché non si è pensato a sistemare anche le piastrelle dell’attraversamento pedonale per i non vedenti? Sono solo pochi metri più avanti, ma restano rotte, e chissà quanto ci vorrà per la sostituzione. È anche da queste cose che si misura il grado di civiltà di una città, perché una bella iniziativa come i percorsi per i non vedenti viene lasciata decadere».
Su Facebook sono in tanti a solidarizzare con l’editore. «Se la rimettessero a posto sarebbe davvero bellissima» scrive Sonia Brunelli sotto il post su casa Orrigoni. Che fa angolo, però, con quel vicolo Frontini che spesso è al centro dell’attenzione dei residenti per l’abbandono continuo di rifiuti.
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