Il Governo lavora ad aiuti per il settore automobilistico

Il Governo lavora ad aiuti per il settore automobilistico


Roma, 28 gen. (Apcom)
– Governo al lavoro per dare un sostegno al
settore auto e trovare le risorse che potrebbero essere destinate
all’industria automobilistica su cui lunedì l’ad di Fiat, Sergio
Marchionne, ha lanciato l’allarme su 60mila posti di lavoro a
rischio. Il governo che, in vista dell’incontro di oggi
pomeriggio a palazzo Chigi con le categorie del settore e i
sindacati, ha visto ieri sera l’ad di Fiat Sergio Marchionne,
intende muoversi nell’ambito del quadro tracciato da Bruxelles e
di concerto con gli altri paesi. Tuttavia, a quanto si apprende,
all’interno dell’esecutivo sembrano prevalere posizioni distanti
fra via Venti Settembre e Via Veneto.

Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, insiste
sull’opportunità di affrontare subito la situazione e stanziare
250-300 milioni per gli incentivi alla rottamazione, che rispetto
alla versione del governo Prodi, sia più vincolata all’efficienza
energetica. Al contrario, il responsabile dell’Economia, Giulio
Tremonti, si fa ancora una volta guardiano dei conti e sostiene
che non ci sono risorse a disposizione. Il ministro dell’Economia
pensa piuttosto a misure ‘verdi’ di incentivi che non prevedono
esborsi di denaro. Resta adesso da capire quale delle due
posizioni prevarrà. Al momento, soprattutto dopo le richieste del
settore e dello stesso Marchionne, l’ago della bilancia propende
di più per il ritorno della rottamazione. Un’operazione che
darebbe continuità anche a quanto già esistente fino allo scorso
dicembre.

Una cosa è certa. Non sarà adottato nessun provvedimento non in
linea con il quadro europeo. La Ue prevede quattro linee di
intervento: cooperazione su ricerca e sviluppo; garanzie sul
credito, acquisto da parte di enti e istituzioni di un parco auto
‘verdi’ e incentivi al sostegno della domanda (la rottamazione).

Per quanto riguarda ricerca e sviluppo, l’Italia ha già previsto
interventi nel bando di gara Industria 2015 che potrebbero essere
reiterati. Sulle garanzie al credito, invece, si potrebbero
estendere alle case automobilistiche e ai concessionari le
garanzie già previste dal decreto anticrisi per le Pmi. Si
potrebbero poi incentivare gli enti locali ad acquistare auto
verdi e, infine, appunto, potrebbero tornare gli incentivi alla
rottamazione auto, ma con maggiori vincoli ad esempio sul livello
di emissioni.

La rottamazione, secondo alcune simulazioni, potrebbe costare da
un minimo di 250 milioni se realizzata sul sistema disegnato dal
governo Prodi fino a un miliardo a seconda di come viene modulato
l’intervento. L’ultima versione della rottamazione prevedeva uno
sconto di 700 euro e l’esenzione dal pagamento del bollo per un
anno per chi sostituiva un’auto Euro 0, Euro 1 e Euro 2
(immatricolate fino al 1997) con una nuova Euro 4 o Euro 5.

Tra le ipotesi sul tappeto, si parla anche di interventi per
facilitare il ricorso al finanziamento degli acquisti di
automobili a rate. Tuttavia, al momento, l’unico dato certo sono
i 180 milioni giù stanziati dal piano Industria 2015 del
ministero dello Sviluppo economico per i progetti di mobilità
sostenibile. Questi attiveranno 500 milioni di investimenti in 22
progetti realizzati da consorzi che comprendono complessivamente
250 imprese e 100 centri di ricerca.

Cep

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