Il lago di Varese esce dagli argini La Mv Agusta finisce sott’acqua

Il lago di Varese esce dagli argini
La Mv Agusta finisce sott’acqua
La storica sede della Schiranna è ormai sommersa. «Operai spediti a casa, così è impossibile lavorare»

– La casupola in legno con la scritta Cagiva è ormai al largo, come lo sono le pompe di colore blu, normalmente disposte sul confine tra ciò che dovrebbe essere terra e ciò che dovrebbe essere acqua. «Il lago di Varese, anche se esce, non fa danni: alla fine non ci sono abitazioni sulle sue rive» si è sentito dire da più parti in questi giorni. Vero, ma vallo a dire a quanti lavorano, pagano, vivono con e per la Mv Agusta, la vittima autentica, ieri, della piena del bacino cittadino.

Il piazzale d’ingresso della MV Agusta

Il piazzale d’ingresso della MV Agusta

(Foto by Varese Press)

La sede operativa e produttiva della Schiranna è stata invasa in alcuni punti da almeno un metro di lago, di questi tempi un blob che non trova confini, in particolare davanti alla fabbrica di motociclette che non ha né argini, né costruzioni tra sé e la conca lacustre.
Venerdì scorso le prime avvisaglie, diventate drammatiche ieri almeno per una parte di un patrimonio fatto di macchinari e strutture: «Il reparto ricerca e sviluppo è sott’acqua – confida , responsabile comunicazione dell’azienda – e si sono registrati problemi anche al reparto corse ed a quello collaudi. Abbiamo dovuto mandare a casa più di 100 operai stamattina, non si può lavorare»
Il piazzale interno, a metà pomeriggio, era una laguna fuori posto, con l’acqua a premere sulle assi montate per evitare danni ulteriori ed a minacciare, a poca distanza, anche il reparto produzione: «Anch’essa è stata sospesa – continua Riboni – È impossibile girare con i muletti ed è anche pericoloso tenere le macchine attaccate alla corrente. A memoria non ricordo una piena così».
Difficile fare ora una conta dei danni, ma sono pressoché certe ripercussioni ai banchi prova e ad altre strumentazioni dei locali interessati dall’invasione. A sgomentare davvero è la più che teorica possibilità che non sia finita qui: oggi le precipitazioni dovrebbero cessare, ma il livello del lago è destinato ancora a salire. È intervenuta anche la Protezione Civile, ma è stata solo una ricognizione: si può fare poco in casi del genere, se non osservare i gamberi della Louisiana spingersi dove forse non erano mai arrivati.

I capannoni della MV Agusta

I capannoni della MV Agusta

(Foto by Varese Press)

La situazione dell’Mv Agusta si inserisce nel quadro di una parte bassa della Schiranna per certi versi spettrale durante la giornata. Qui la differenza la può fare un metro in più o in meno: «Finora nessun guaio – dicono dall’Hotel Mariuccia – ma il lago è appena fuori dal cancello». Neanche una voce invece dal Lido, ieri chiuso e scampato a livello dei locali superiori ma non in cantine e magazzini, allagate da tre giorni; silenziosa e deserta anche l’adiacente Canottieri Varese, ormai un’isola in mezzo all’acqua: nemmeno indossare gli stivali evita di bagnarsi fino al ginocchio, nel tentativo di raggiungerla.
«Vicino al lago di Varese non ci sono case…». Un paio, invece, ci sono e sono quelle che trovano posto di fianco al ristorante Vecchia Riva: una di queste è la più vecchia del luogo. Scorgiamo una signora anziana che esce a buttare la spazzatura: «Ha paura?» le chiediamo.
La risposta è un misto di fatalismo e conoscenza della zona: «Vivo qui da 55 anni perché sono la moglie dell’uomo che un tempo noleggiava le barche. So che se deve succedere qualcosa io non ci potrò fare nulla. Le assicuro che assisto ad esondazioni del lago almeno una volta ogni due lustri: una di questo genere, però, non l’avevo davvero mai vista».

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