Il “mi piace” si trasforma in violenza E a 12 anni diventa vittima della Rete

Il “mi piace” si trasforma in violenza
E a 12 anni diventa vittima della Rete

Un “mi piace” sulla pagina di un cantate e la dodicenne diventa vittima di abuso sessuale. Del caso – accaduto recentemente nella provincia di Varese – ha parlato il medico , giovedì sera al Relais Cà dei Santi, alla cena del Kiwanis sul tema “Educazione sessuale per nativi digitali: quali sfide e quali bisogni”.

Ottenuto il permesso dalla madre, la ragazzina protagonista suo malgrado di questa brutta storia ha aperto un profilo personale su Facebook. La piccola avrebbe poi espresso un apprezzamento alla pagina di , cosa che l’avrebbe messa in contatto con tutta una serie di fan del cantante. Tra cui un adescatore di 32 anni che si mascherava sotto lo pseudonimo di .

La conversazione tra i due in una prima fase si sarebbe mantenuta sulla chat di Facebook. Sarebbe stato l’uomo, «uno che sapeva aspettare il momento giusto», a chiedere successivamente alla ragazzina di parlare su Skype.

Questi, vis-à-vis, avrebbe detto alla bambina di avere parecchio materiale su Justin Bieber e di essere disposto a darle una foto del cantante in costume in cambio di una sua foto in costume. La piccola, non vedendo grosse problematiche nell’indossare un bikini, si sarebbe mostrata così alla telecamera. Del resto, non si così al mare? Ma non era ancora abbastanza. L’uomo a quel punto le avrebbe chiesto di togliersi il reggiseno in modo che lo scambio potesse essere equo: anche Justin Bieber, infatti, nella foto promessa, indossava solo gli slip.

Anche in quel caso la ragazzina avrebbe acconsentito alla richiesta, fiduciosa del fatto che lo schermo sarebbe stato una barriera sufficiente per proteggerla. Ottenuto il topless, l’uomo avrebbe inviato la foto a seno nudo a un’amica della ragazzina, corredato dal commento «Guarda cosa fa la tua amica».

E poi il ricatto, sempre diretto alla ragazzina: «O fai quello che ti dico, oppure le tue foto faranno il giro dei tuoi amici di Facebook». La piccola, spaventata, avrebbe ubbidito per paura della minaccia, facendo cose di una certa entità.

Tutto fino a quando l’amica, preoccupata, ha parlato dell’accaduto a sua madre. Che a sua volta l’ha detto alla famiglia della ragazzina, che ha denunciato tutto alla polizia postale. Che ha scoperto che l’adescatore era in contatto con diverse minori ed è stato arrestato.

«Questo è uno dei tanti casi che possono capitare ai nostri figli – ha detto Pellai – Non serve abitare nelle grandi metropoli, minacce del genere sono ovunque».

« Fareste andare un ragazzino di dodici anni in giro da solo, di notte, a Milano? – ha domandato il medico, autore anche di numerosi libri sulla sessualità negli adolescenti – Fare navigare i vostri figli da soli è la stessa cosa». In aumento anche il consumo di pornografia. I ragazzini trascorrono ore fruendo filmati molto espliciti.

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