Il Natale secondo Monsignore “Solidarietà e sobrietà”

Busto Arsizio «Solidarietà e sobrietà». Sono questi i due richiami che il prevosto monsignor Franco Agnesi lancia ai bustesi nel giorno della vigilia di Natale, invitandoli a farli propri in queste Feste. Sì ai festeggiamenti ma con un occhio di attenzione ai fratelli in difficoltà, evitando sprechi inutili ed egoismi. Nel porgere a tutti i suoi migliori auguri, il decano ricorda anche i recenti fatti di cronaca che hanno toccato la comunità di Busto. E’ il secondo Natale che monsignor Agnesi trascorre in città e oggi a mezzanotte celebrerà la messa solenne nella basilica di San Giovanni, preceduta da una veglia che inizierà alla 23. Per i bambini invece la messa della vigilia sarà celebrata oggi alle 17 in basilica a conclusione della novena di Natale. Un altro momento forte sarà poi la celebrazione del Te Deum il 31 dicembre in cui, come da tradizione, il prevosto offrirà il suo sguardo sulla città con suggerimenti e pensieri sulle strade da intraprendere.I bustesi si preparano a vivere il Natale ma hanno ancora negli occhi le immagini di alcune tragedie redenti, come il crollo della palazzina di Borsano e il ricordo dell’omicidio di Giuseppe Sporchia da parte del nipote acquisito e della nuora. Cosa ne pensa?Certamente la cronaca di questo anno è stata segnata da momenti difficili, delitti efferati e tragedie, che potrebbero far pensare a un Natale difficile. In effetti lo è per alcune persone, verso le quali dovremmo avere maggiore attenzione. Ad esempio nelle vie del centro di Busto ci sono persone che chiedono del pane. Nella città del presepio Betlemme è la casa del pane e questo ci invita a condividere quello che abbiamo con chi ha meno.Che insegnamenti si possono trarre da quanto

successo?Il delitto avvenuto in un contesto familiare richiama la fragilità e lo smarrimento di molti adolescenti e giovani che non hanno riferimenti, valori e attenzione verso gli altri e che possono quindi essere facilmente strumentalizzabili. Questo pone agli adulti la domanda di essere educatori veri. Per quanto riguarda invece lo scoppio di Borsano nel dramma in cui hanno perso la vita due giovani innocenti è stato espresso anche il volto della solidarietà, l’intervento immediato e competente dei soccorritori e un vicinato pieno di comprensione.Quale significato si può dare a questi fatti nell’ottica del Natale?Il Natale porta con sé luci e tenebre. Non bisogna dimenticare che Gesù è stato costretto a nascere a Betlemme da un imperatore narciso che voleva sapere quanto era esteso il suo impero. I drammi sono connessi alle vicende umane, ma il Signore fa emergere la luce e il volto buono.E per quanto riguarda la crisi economica?Ora si sente anche più che nei mesi scorsi perché sono finiti gli ammortizzatori sociali e i piccoli risparmi che le persone erano riuscite a mettere da parte. Questo momento di crisi ci ricorda il valore della solidarietà, cioè il fatto che non siamo soli e che siamo chiamati a condividere. L’altro richiamo è alla sobrietà che consiste nello scegliere di utilizzare bene le cose, non solo consumare.Quale messaggio vuole rivolgere alla città?Il Natale ci sorprende sempre. Solidarietà e sobrietà sono i due aspetti che questo Natale ci mostra e ci invita a vivere, ne sono la chiave di lettura. Va bene condividere anche il buon cibo, il tempo, i doni ai ragazzi ma con un cuore ampio e uno sguardo capace di cogliere anche le necessità e le fatiche delle persone attorno a noi.Brigida Rangone

f.artina

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