Adesso ci siamo stufati, e diciamo quel che pensiamo. Senza peli sulla lingua. Non ce ne frega nulla. Dei cori contro Frates, dei venti punti presi sul gobbone, dei playoff che si allontanano. C’è un video che sta facendo il giro d’Italia ed è un video che dimostra come la Pallacanestro Varese e la sua gente sia più viva che mai. Mostra gli applausi tributati da Masnago a Diener, avversario sontuoso, al
momento della sua uscita dal campo. Il basket è questa roba qui: quella che sta facendo quest’anno Sassari e che faceva l’anno scorso varese, per cui tutta l’Italia sana fa il tifo. Vivi: siamo vivi. Perché la pallacanestro è gioia, e se c’è una cosa che ci fa andare via di testa è proprio questa: chi sta andando in campo con la maglia di Varese quest’anno, Banks a parte, se l’è dimenticato.
Quegli applausi ironici verso l’allenatore al momento del cambio, le bottigliette scagliate dalla rabbia prima di sedersi in panchina, le facce di chi sa già di aver perso, gli sguardi di chi sa che tanto il capro espiatorio per una stagione che sta diventando anonima e brutta è già stato individuato. E si chiama Frates.
Frates che abbiamo sempre difeso e che domenica, per la prima volta, ci ha dato l’impressione di aver alzato bandiera bianca: sembra che non ci creda più e che anche lui stia scivolando nel giochino dello scaricabarile. “Con questa squadra qui, se mi salvo ho fatto il mio”, pareva dire lo sguardo del coach milanese.
Invece no, no e no. Qui a Varese si esce dal campo baciando il parquet dove Morse incantava e Sacchetti è crollato tirando giù i sogni di una città: non scrollando la testa. Qui a Varese si lotta come animali fino alla sirena, e il primo a lottare e trascinarsi gli altri dev’essere chi sta in panchina. Poi, gli altri: a partire da chi l’anno scorso aveva lasciato un segno e ora lo sta cancellando. Tanto che ci viene da dire che l’unico errore fatto da Vescovi sia stato l’aver confermato parte del gruppo degli indimenticabili. Convinto che quei giocatori avessero ancora qualcosa da dire, quando invece avevano già detto tutto.
Varese
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