VARESE Il reato di diffamazione a mezzo stampa, ma le dichiarazioni del partigiano Renato Morandi, classe 1921, nei confronti del giornalista e storico comasco Roberto Festorazzi, sono definite comunque offensive nella sentenza con la quale il giudice Giuseppe Battarino ha ieri dichiarato il non luogo a procedere. L’intervento di Morandi era relativo alla ricostruzione che Festorazzi aveva fatto nel 1999 di un episodio sanguinoso, di cui fu protagonista, avvenuto il 14 agosto del ’44 alla cascina Logh di Guanzate (Como). Elio Cartagenova e Antonio Rizzi, appartenenti alle brigate nere, vennero uccisi dai partigiani e dallo stesso Morandi: un delitto efferato, scrisse lo storico comasco. «Spazzatura» ribatté il partigiano, scrivendo un una lettera indirizzata Walter Veltroni che Festorazzi «mentiva … in modo spudorato e strumentale». La competenza è del giudice varesino perché l’affermazione di Morandi, difeso dall’avvocato Renato Prestinoni, è in un libro, «Gianna e Neri fra speculazioni e silenzi, di Giorgio Cavalleri e Franco Giannatoni edito a Varese da
Edizioni Arterigere. La posizione dei due autori era già stata archiviata. Il giudice ritiene che la loro opera «è un contributo razionale documentato, sereno e continente della complessa ricerca sulle vicende della “feroce e drammatica storia” della Guerra di Liberazione nel Comasco». E riconosce il lavoro di Festorazzi come «un serio sforzo ricostruttivo e documentativo» di «una vicenda da collocare nell’ambito del “rovinoso naufragio” del regime mussoliniano di Salò». «Ciò vale – scrive ancora il giudice – a delineare in negativo la non continenza delle espressioni usate dall’imputato che dunque si collocano al di là del legittimo esercizio del diritto di cronaca alle altrui opinioni». La vicenda tocca dunque il dibattito sulla revisione storiografica della Resistenza. La sentenza non è piaciuta a Prestinoni: «Che altro poteva dire Morandi, partigiano impegnato in una operazione di guerra, descritto ora alla stregua di un efferato omicida? La sua critica è commisurata all’offesa ricevuta da Festorazzi, autore di una ricerca storica del tutto parziale».
e.marletta
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