Il Pdl scosso dalla questione meridionale. Sacconi: no ‘fase due’


Orvieto, 26 lug. (Apcom)
– Nel Pdl tutti concordano su un punto: emerge prepotente una ‘questione meridionale’. Per il resto, ognuno declina a suo modo la partita sudista, divisi fra chi reclama una fase due, chi esorta Giulio Tremonti a procedere sulla strada tracciata nella direzione di una cabina di regia, chi reclama maggiore spazio per la classe dirigente meridionale.

Per il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ad esempio, è possibile varare un piano per il Mezzogiorno, ma guai a parlare di ‘fase due’: “Per il governo non ci sarà nessuna
fase due – dice a Orvieto ospite dei circoli di Gianni Alemanno – ma il Sud è un main-streaming del governo”.

Proprio il sindaco di Roma concorda su un punto: “Non si tratta di una ‘fase due’, il governo ha già nella propria agenda il Mezzogiorno”. Poi però precisa: “Il tema del Sud è rimasto più fermo a causa delle emergenze che il governo ha dovuto affrontare, ora l’esecutivo lanci un grande manifesto per il Meridione”. Alemanno reclama un intervento diretto del ministro dell’Economia per dar vita a un’agenzia del Mezzogiorno e a una banca del Sud. Tocca a lui, nonostante i malumori di alcuni colleghi di governo, perché è lui che deve dare “in termini unitari del governo una risposta di sistema Paese”.

All’origine della nuova questione meridionale si pone naturalmente la possibilità di dar vita a un Partito del Sud. L’idea, alla quale lavorano sia Gianfranco Micciché che Raffaele Lombardo, turba non poco il Popolo delle libertà. Alemanno lo considera “strumentale”, ma invita a non ignorare che un ‘problema-Mezzogiorno’ esiste.

Chi ritiene che una risposta in questo senso vada data è il gruppo di deputati del Pdl che ha tenuto oggi a Palermo un convegno con la volontà di lanciare un Pdl siciliano federato con il Popolo delle libertà nazionale. Per dirla con Carmelo Briguglio (fra gli organizzatori dell’evento insieme a Fabio Granata e Pippo Scalia), si lavora per dotare “il Pdl siciliano di uno statuto che porti all’elezione dal basso della sua rappresentanza”. Un progetto giudicato dal segretario dell’Udc Lorenzo Cesa un “colpo mortale al partito del predellino”.

Lombardo e l’Mpa, intanto, continuano a lanciare segnali al governo, l’ultimo ieri con la scelta di non partecipare al voto di fiducia sul dl manovra. Uno strappo per nulla apprezzato dal capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: il Pdl lavora per lo sviluppo del Meridione nonostante “l’ostacolo” rappresentato dagli “amministratori regionali che si sono rivelati incapaci di usare i fondi europei, confermandosi i peggiori nemici del Sud, al pari di chi non sostiene il governo in Parlamento perché troppo intento a nominare clientes qui e la”.

E per cercare di arginare le spinte sudiste, il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto promette: “Le Presidenze dei gruppi di Camera e Senato stanno di comune intesa elaborando un documento politico-programmatico sul Mezzogiorno, che costituirà un contributo alla riflessione del Presidente Berlusconi che sta predisponendo il piano per il Sud”.

Tom

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