«Sono pentito, mi dispiace moltissimo per quel ragazzo. Chiedo scusa, chiedo scusa a lui e alla sua famiglia».
È durato 30 minuti l’interrogatorio davanti al gip del pirata della strada arrestato a Brebbia martedì scorso poche ore dopo aver investito e mandato in ospedale con ferite gravi un ragazzino di 14 anni. Il pirata, albanese di 23 anni di Brebbia, è poi fuggito senza prestare soccorso al giovanissimo ferito.
Ieri è comparso in sede di interrogatorio di convalida: e lì, in 30 minuti, assistito dall’avvocato , si è profuso in scuse e pentimenti. «Non volevo, sono pentito, mi dispiace», ha continuato a riperte il giovane tra l’altro già denunciato per guida senza patente lo scorso gennaio. L’automobilista non aveva tra l’altro nemmeno l’assocurazione, fattore che sommato a quello dell’assenza di patente costituiscono un movente chiarissimo per gli inquirenti a giustificare la fuga del ragazzo.
«Non ho capito cosa è successo, ho intuito di aver colpito qualcosa ma non ho capito. Non ho capito cosa era successo». Il giovane al gip ha spiegato di aver intuito di aver colpito qualcosa, qualcuno, ma di aver perso la testa: per paura, per smarrimento. Insomma non voleva fuggire ma ha smesso di ragionare, è entrato in stato confusionale e non si è fermato. Neanche lui ha saputo spiegare il perché. Il giovane ha tra l’altro precisato che quando i carabinieri l’hanno fermato, sull’auto di un amico che si allontanava da Brebbia, non voleva fuggire: non voleva scappare, soltanto cercare di recuperare la calma per analizzare l’accaduto.
Non solo: il ragazzo sarebbe depresso. Soffrirebbe da mesi da uno stato di depressione che spesso gli farebbe perdere i contatti con la realtà circostante. La patologia sarebbe acclarata: il difensore ha prodotto relativa documentazione medico sanitaria attestante cure per questo stato di prostrazione psicologica che da mesi attanaglierebbe il ragazzo.
Il difensore ha quindi chiesto la scarcerazione con obbligo di firma quale misura restrittiva. Il pubblico ministero ha invece chiesto gli arresti domiciliari: per la Procura è fondamentale che l’albanese non utilizzi più l’auto. Il gip si è riservato: oggi depositerà la sua decisione. Intanto Alberto, il giovane investito, resta in prognosi riservata: è stabile e i medici conservano un cauto ottimismo, ma le sue condizioni sono considerate serie.
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