– Il Premio Chiara cerca sponsor, ma la Provincia latita. Dopo la preoccupazione sul futuro della kermesse espressa dalla sua direttrice, , nessuna conferma è arrivata dal presidente di Villa Recalcati e in soccorso alla cultura arriva il comune.
Con il nuovo assetto provinciale e i tagli in vista, potrebbero saltare i finanziamenti che l’ente ha sempre garantito all’Associazione Amici di Piero Chiara, fondata per tener viva la memoria dello scrittoree valorizzare la cultura, i luoghi e i monumenti di Varese e della sua provincia e del Canton Ticino.
Soldi che venivano impegnati per l’organizzazione del Premio e che negli anni hanno permesso alla manifestazione varesina di crescere e acquisire prestigio nell’ambito dei premi letterari nazionali ed elvetici. Finanziamenti importanti che potrebbero essere considerevolmente ridotti o addirittura saltare.
«Siamo piccoli ma ci siamo sempre distinti – ha detto Bambi Lazzati – Abbiamo ottenuto un sacco di riconoscimenti in questi anni e sarebbe un peccato dover rinunciare a tutto per problemi economici. Gli altri premi letterari italiani hanno una famiglia alle spalle, noi no. La nostra era la Provincia di Varese e se viene a mancare dovremo cercarne un’altra».
E per ora il presidente Vincenzi ha rivestito il ruolo del padre di famiglia che abbandona il tetto coniugale, facendosi negare. Nessuna conferma è arrivata sui tagli e nessuna smentita. Il Premio quindi è in cerca di una nuova casa famiglia che potrebbe essere Palazzo Estense. «Fino ad oggi abbiamo rivestito il ruolo di fratello maggiore del Premio Chiara– spiega l’assessore alla Cultura del comune di Varese, – Contribuiamo ogni anno alla sua realizzazione con 11 mila 500 euro e abbiamo finanziato anche il concorso Parole della Musica, perché lo sponsor (Enel) si è tirato indietro. Non possiamo certo promettere che colmeremo noi le lacune della Provincia, ma ci dispiace costatare che il presidente Vincenzi non si sia ancora espresso».
Il presidente di Villa Recalcati ha più volte sottolineato l’importanza del sostegno alla cultura, «viene quindi il dubbio che, come è stata fatta retromarcia su piazza Repubblica sostenendo che il teatro non fosse più una priorità per la città, Vincenzi possa essersi solo riempito la bocca con la Cultura, ma che in concreto poi non farà nulla». Più che un dubbio quella di Longhini è una preoccupazione concreta.
«È di qualche settimana fa una comunicazione di Villa Recalcati che potrebbe mettere in discussione anche i fondi che erano già stati stanziati lo scorso anno per il Premio Chiara – aggiunge Longhini – Non vorrei che adesso ritrattassero anche quelli e anche per l’edizione del 2015 l’Associazione si trovasse scoperta. La cultura si sostiene con i fatti non con le parole».













