«Se non si riuscirà in tempi brevi a risalire da dove si attiva il profilo Facebook di Paolo, in assenza di informazioni relative alle celle a cui si aggancia il suo cellulare, e se non ci sarà comunicato cosa hanno registrato le telecamere di Cadorna (stazione dove Paolo sarebbe stato visto da un conoscente), noi abbiamo intenzione di tornare a cercare Paolo in Val Grande».«Faremo ripartire le ricerche almeno un giorno alla settimana, con gruppi organizzati». non
ce la fa a convivere con tanti punti di domanda ed è intenzionata a fare di tutto per trovare il figlio , che manca da casa dal giorno 29 gennaio quando è partito per un trekking in Val Grande. Chiede di «fare in fretta a fare luce sugli elementi che potrebbero dare una svolta al caso», perché in base alle risposte che arriveranno lei e la sua famiglia valuteranno dove sia meglio canalizzare le energie per trovare Paolo.
È vero che quattro giorno di ricerche in Val Grande – organizzate dal soccorso alpino con oltre 40 uomini, elicotteri e cani molecolari – nono sono serviti a trovare il ragazzo. Ma è anche vero che la Val Grande è vasta e impervia. «Avevamo già due gruppi pronti, avrebbero dovuto andare a cercare Paolo giovedì scorso – dice mamma Fiammetta – Ma abbiamo fermato tutto quando abbiamo saputo che un conoscente, che sa chi è Paolo ma non gli ha mai parlato, lo ha visto a Milano Cadorna. Contestualmente, il profilo Facebook di Paolo ha iniziato misteriosamente ad attivarsi. Ma se non ci vengono date risposte, non possiamo neppure escludere che Paolo si trovi ancora in Val Grande. Non vogliamo lasciare nulla di intentato».
«Chi l’ha visto?» ha diffuso su internet un primo appello. Mercoledì sera la trasmissione dovrebbe mandare in onda un servizio completo.
«Chi l’ha visto?», sul sito e sui social, mostra la foto del volto del giovane ed elenca le sue generalità. Diciannove anni al momento della scomparsa. Corporatura esile. Statura 174 centimetri. Occhi e capelli castani. Per quanto riguarda l’abbigliamento, al momento della scomparsa, Paolo indossava una giacca mimetica dell’esercito italiano. Un maglione di marca Patagonia colorato, scarpe da trekking grigie e verdi, pantaloni mimetici, zaino verde da 80 litri, e cappellino di lana verde ampio, tipo rasta.
Una signora ha avvistato un ragazzo in tutto simile a Paolo a Roseto degli Abruzzi. Da lì si è ipotizzato che il giovane possa essersi diretto verso il parco del Gran Sasso, che è un luogo ideale per stare soli con se stessi e meditare, proprio come la Val Grande. Ma mamma Fiammetta è scettica: «Ne ho parlato con i suoi amici: Paolo non ha mai detto di voler andare sul Gran Sasso. Piuttosto, diceva di voler andare in Russia».













