Le bugie del carrello sono tante, le più disparate, e si nutrono di un pubblico vasto che preferisce credere all’inganno piuttosto che informarsi e smascherare falsi miti e leggende su ciò che fa più o meno bene mangiare e perché. Dallo yogurt con i coloranti agli Omega3 fino alla farsa del Kamut, che non è un cereale antico come molti credono.
È solo un banale grano khorasan
Ma un marchio registrato negli Usa, proprio come la Coca, per commerciare banale grano khorasan, iraniano e che non vuole nessuno, perché il marketing ha creato il mito attorno al Kamut, importato da oltre oceano e gettonatissimo nei negozi che sposano la filosofia dei prodotti a chilometri zero.
A smascherare trucchi del marketing come questi e falsi miti portati regolarmente in tavola ci pensa un chimico, , ricercatore dell’Insubria e scrittore, autore del cliccatissimo blog “La scienza in cucina” e di vari libri. L’ultimo, edito da Chiarelettere, si intitola ”Le bugie nel carrello” e sarà presentato oggi alle 21 nel Comune di Besozzo.
«Come chimico con la passione per la cucina e la buona tavola, non sopporto il dogma sempre più diffuso per cui naturale significa buono, chimico cattivo. É falso», afferma, citando ad esempio i conservanti «utilizzati per evitare nel tempo alterazioni pericolose del cibo causa di avvelenamenti, da botulino o simili, di cui si continua a morire anche in Italia».
Nel libro, un viaggio tra gli scaffali del supermercato dove ad ogni capitolo corrisponde una tappa dedicata a un alimento sospetto, l’argomento conservanti è sviscerato nelle pagine sulla “Mortadella 100% naturale”. «Per essere buoni consumatori bisogna seguire una dieta equilibrata evitando di fissarsi su singoli prodotti giudicati miracolosi o infernali e saper leggere le etichette – premette Bressanini – E quelle dei prodotti necessariamente lavorati, come una mortadella, e che si dichiarano 100% naturali, sono una provocazione», spiega.
L’affermazione sembra suggerire che non ci siano conservanti aggiunti «che invece sono citati in etichetta, i soliti nitriti ma di origine naturale, come se ci fosse differenza tra nitriti da laboratorio e altri estratti, non si sa come, in natura».
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