Il rombo di MV Agusta A Varese fa correre il lavoro

MV Agusta, il “made in Varese” che torna a correre. Dopo un 2013 da urlo (+20%), lo storico brand tornato nelle mani della famiglia Castiglioni continua a crescere: «Con la produzione, crescerà anche l’occupazione» assicura il patron Giovanni Castiglioni.

Riacquisita da Harley Davidson per la cifra simbolica di tre euro nel 2010, la casa motociclistica della Schiranna ha ripreso a correre, che è poi la cosa che sa fare meglio da sempre. Il 2013 si è chiuso «con la conferma della crescita del 20% nelle vendite che avevamo preventivato, arrivando a toccare le 7.500 moto prodotte in un anno», come ci racconta il presidente di Mv Agusta Giovanni Castiglioni, figlio di Claudio, lo storico patron di Cagiva.

«Nei momenti di crisi di mercato, e di crisi economica generalizzata, i brand più forti sono quelli che possono crescere ugualmente. Anche se il mercato complessivamente cala, chi compra tende a spostarsi sui brand più forti».

«Se a questo fattore sommiamo gli investimenti che abbiamo messo in campo per realizzare prodotti nuovi, in grado di conquistare segmenti di mercato diversi, si spiegano i motivi della nostra crescita a due cifre». Un vero boom, che è anche l’ennesimo successo di un “made in Italy” d’eccellenza nel mondo, visto che i principali mercati di sbocco sono all’estero, se è vero che il 60% delle MV Agusta vengono vendute al di fuori dall’Europa.

Ma l’obiettivo, ancora più ambizioso, che la casa si pone per il 2015 è di toccare una produzione di 15mila moto all’anno, che significherebbe raddoppiare l’attuale ritmo di fabbricazione, e addirittura quasi quintuplicarlo rispetto ai 3724 esemplari venduti nel 2010. «Più moto produci e più l’occupazione cresce – ricorda inoltre Giovanni Castiglioni – così anche da noi la forza lavoro crescerà, già nel 2014 come personale diretto, un po’ meno per quello indiretto».

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