«Il Salvinino o Marantelli? Meglio la proposta civica»

Dopo le bordate del leader leghista a Bologna, parla Cattaneo (Ncd). «Si vince al centro, quella piazza è stata una mutazione genetica...»

– «Tra un “Salvinino” di Varese e un Marantelli, c’è spazio per una proposta civica che guarderebbe a un elettorato che nella Città Giardino è maggioritario»., presidente del Consiglio regionale e coordinatore provinciale del Nuovo Centrodestra, “legge” la situazione politica dopo lo show di a Bologna e in una settimana ricca di vertici politici importanti sul fronte del centrodestra.
«Le elezioni si vincono al centro» è la sua linea per Varese. Anche se non c’è fretta per decidere la strategia: «La corsa è lunga: come nel ciclismo, il primo che va in fuga quasi mai è il primo al traguardo, perché rischia di arrivare con il fiato corto. Preferisco essere accusato di stare nella pancia del gruppo…».

Eppure Ncd non è ferma: «Stiamo dialogando con tutti, sulla base di una proposta programmatica che a Varese e Milano abbiamo presentato per primi – spiega Cattaneo – in provincia di Varese Ncd si è già detto disponibile ad alleanze di centrodestra, sul modello Lombardia, ora dipende dalla Lega. Se la risposta è Bologna, dove c’è stata una mutazione genetica del centrodestra, perché c’era la destra ma non il centro, non ci siamo. Se è quella di (con cui Cattaneo, con Caianiello, si incontra domani, ndr), c’è uno spazio di riflessione aperto. Ci incontreremo per capire se ci sono le condizioni per andare avanti».
Ma con una Lega che si arrocca a destra, no: «”Il Cattaneo” potrebbe anche avere la convenienza personale di starci, poi però non lo seguono i suoi elettori. Vedremo quanto sono pochi, visto che a Varese poco più di un anno fa alle europee Ncd era oltre il 6%. Non proprio trascurabile. E chi ci ritiene ininfluenti rischia di commettere lo stesso errore di valutazione che fece alle elezioni provinciali».
C’è chi parla di veto leghista al simbolo Ncd: «Non può essere una precondizione, a meno che non valga per tutte le forze di centrodestra – prosegue Cattaneo – Se si lavora a un progetto politico su un candidato, non abbiamo mai fatto mistero di essere disponibili a ragionare su schemi diversi. E stiamo già lavorando all’idea di una lista con connotati civici aperta all’aggregazione di altre forze moderate e di centro». Sull’identikit di un candidato sindaco del centrodestra, Cattaneo pone i suoi paletti: «Massima libertà di proposta per chiunque, ma anche noi abbiamo candidati adeguati e spendibili, come ne ha Forza Italia. Di certo il candidato non può essere lo stereotipo del militante salviniano, né ci può essere preclusione nei confronti di candidati Ncd, come già ai tempi della trattativa per le elezioni provinciali».

E in caso di diktat, può succedere di tutto, perché, sottolinea Cattaneo, «tra un “Salvinino” di Varese e Marantelli, intendendo non la persona in sé ma la sua storia politica, c’è uno spazio in mezzo per un elettorato che a Varese è sempre stato particolarmente significativo e direi maggioritario, a cui si potrebbero fare delle proposte. E potremmo capire cosa farebbe Forza Italia». Perché per «un’aggregazione di stampo civico, con le forze alternative al socialismo europeo e lontane dalla deriva salviniana», Cattaneo vede «spazio a Varese, Busto e Gallarate. E se di interesse, per quella parte della sinistra più attenta a prospettive di governo che

non di lotta». Ma la figura di Marantelli, che Agorà sventola, a Ncd non è gradita: «Caianiello lo occhieggia, superando di un botto tutte le osservazioni fatte dopo l’accordo per la Provincia di Varese, ma sarebbe diversa da una figura come quella di a Milano». Ma ci sarà “un Sala” a Varese? Cattaneo una sua idea ce l’ha: «Sarebbe facile dire che a Varese non c’è stato Expo. Ma Sala a Milano l’ha proposto il Pd, mentre a Varese il Pd ha proposto Marantelli, che non è Sala. Forse Galimberti è l’unico candidato alle primarie il cui profilo assomiglia di più a quello di Sala».

«Marantelli invece ha una storia più vicina a quella di Pisapia che non a Sala. Con tutto il rispetto per la persona, ha una storia politica che non è la mia e nella quale il mio elettorato non si riconosce con facilità».
Decideranno le primarie: «Non ci riguardano – afferma il leader provinciale degli alfaniani – ma servono a capire se il Pd vuole per l’ennesima volta candidarsi ad un ruolo di opposizione o vuole provare a giocare la partita vincente. Ha lo stesso problema che evidenzia la Lega: le elezioni si vincono al centro, arroccandosi sulle estreme si corre il rischio di perderle».