«Non sarà il teatro del Comune di Varese, ma il teatro dei Varesini».
Parola di, il governatore della Regione, che ieri ha fatto tappa al Pirellino per discutere del “patto per Varese”.
Un incontro per mettere a punto il piano finanziario dell’accordo di programma per piazza Repubblica. Si parla di un impegno economico di 31 milioni di euro, di cui la maggior parte – ben 24 milioni – serviranno per rifare il teatro.
«Vogliamo aprire ai privati, che potrebbero entrare come soci – ha detto Maroni – Questo in un’operazione culturale. Così il teatro non sarebbe solo del Comune, ma di tutti i cittadini di Varese. E anche dei Varesotti dal momento che ci saranno persone che, come me che sono di Lozza, vorranno partecipare a questa iniziativa».
L’operazione di fundraising sarà in mano al comune di Varese, che dovrà pensare a come tradurla nella pratica, comunicandola in modo accattivante. «Si potrebbe anche ipotizzare di vendere i posti, in modo che chi vuole possa avere una poltrona a teatro sempre per lui» è una proposta, a caldo, del sindaco .
Ma le idee potrebbero essere infinite, perché il fundraising lascia il campo aperto alle ipotesi più stravaganti. Dalla vendita delle quote, alla creazione di una società per la gestione del teatro. Al “puntare” una stellina sul muro dell’edificio a fronte di una donazione, o dare ai varesini la possibilità di fare il calco delle impronte delle mani e dei piedi, come a Los Angeles con gli attori di Hollywood. L’esito del fundraising, comunque, non pregiudicherà l’intervento, che è coperto finanziariamente. In sintesi: 24 milioni e 300mila euro serviranno per il teatro. Cinque milioni e mezzo per la caserma. Un milione e mezzo per piazza Repubblica.
A pagare il conto sarà un finanziamento pubblico per 24 milioni e mezzo. Quattro milioni arriveranno dalla vendita dell’edificio di via Ravasi. Due milioni e mezzo dal project financing.
A cosa serviranno dunque i soldi che verseranno i varesini? «Per completare il teatro, abbellire la piazza o comunque per avere più “margine”» spiega , assessore ai Lavori Pubblici.
La piazza, che è forse la fase dell’intervento che sta più a cuore alla città, verrà portata avanti in step successivi. Prima verranno tolte le barriere architettoniche, quelle che favoriscono le brutte frequentazioni. E solo successivamente si procederà con il concorso di idee finalizzato a creare spazi fruibili in diversi modi, cosa che potrebbe dare alla zona il profilo avveniristico del nuovo porto di Marsiglia.
«Il comparto diventerà un test per l’accorciamento dei tempi delle opere pubbliche – ha detto Maroni – Vogliamo dimezzare i tempi e dimostrare che la burocrazia si può muovere velocemente».
Sulla conclusione dell’intervento non si può ancora fare previsioni. Ma la prima scadenza arriverà entro la fine di ottobre, quando dovrà essere siglato l’accordo. Poi, a gennaio, sarà indetto il bando per il teatro. Per la caserma e la piazza ci sarà un secondo bando.
Maroni ha parlato anche della possibilità che sarà data ai Comuni di spendere fino a cento milioni di euro, sforando il patto di stabilità, per investire nell’edilizia scolastica.
Infine il Governatore ha confermato anche la volontà della Regione di sostenere il progetto di Villa Mylius, dove intende creare l’Accademia del Gusto.
La prossima settimana è prevista l’ufficializzazione della delibera con lo stanziamento della fondazione Cariplo. Dalla Regione a quel punto arriverà un milione e mezzo, mezzo in più di quanto preventivato all’origine. Teatro, caserma, piazza Repubblica e villa Mylius sarebbero quattro bei colpi messi a segno dalla giunta Fontana. Ma il tempo stringe.
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