di Filippo Brusa
VARESE Due nomi bomba gli abbiamo sparati nei giorni scorsi: quello del centrocampista centrale della Roma Barusso e del portiere del Palermo, reduce da una stagione al Torino, Rubinho. Ebbene, il Varese è sulle tracce di questi due ottimi giocatori ma le trattative per averli non sono semplici, visto che la società biancorossa deve far fronte a una agguerrita concorrenza. È inevitabile, considerando il valore di Barusso e Rubinho e le rispettive quotazioni, che i due facciano gola anche a molti altri club. Ma la società del patron Antonio Rosati e dell’amministratore delegato Enzo Montemurro, pur vincolata a chiare esigenze di rispetto del bilancio non è battuta in partenza.Lo fa capire con questo invito alla pazienza proprio Montemurro: «Il calcio mercato richiede calma e intelligenza. Bisogna saper aspettare il momento opportuno per piazzare il colpo giusto. Come si sa, gli affari migliori si concretizzano quasi sempre alla fine della campagna acquisti. Fino al 31 agosto c’è tempo per i trasferimenti e non abbiamo nessun tipo di fretta. Barusso e Rubinho? L’anno scorso i loro nomi potevano sembrare inavvicinabili per il Varese che, ora, invece, potrebbe riuscire a prenderli. Tuttavia non bisogna correre troppo. Ricordiamoci che le nostre risorse non sono quelle di altre realtà della categoria e rimaniamo con i piedi per terra in attesa di sviluppi e non solo per quanto riguarda Barusso e Rubinho». Il dirigente allude all’attacco: «Attualmente – spiega Montemurro – disponiamo di cinque punte molto valide: da Neto Pereira e De Luca a Cellini, Eusepi e Momenté. Il reparto è, dunque, molto ben assortito ma, se ci fosse qualche movimento in uscita, allora potrei togliermi qualche sfizio, puntando su una carta di pregio: un asso della categoria in grado di fare la differenza».Qualche nome? Montemurro tiene la bocca ben cucita: «Ho le idee chiare e ho già individuato la preda ma se la svelassi rischierei di perderla. Del resto, in questo senso, il calcio mercato è spietato». Nessuna indiscrezione, quindi, da parte
dell’amministratore delegato che ci tiene a impreziosire ogni reparto della squadra con gente di spessore. Come il portiere Rubinho, che in serie A, ai tempi del Genoa, ha dimostrato di essere una vera garanzia. O come Barusso, centrocampista di spessore in grado di vantare un curriculum di primissimo piano. E chi è il predestinato per l’attacco? Forse uno fra Cacia, Mastronunzio e Succi? I tre nomi piacciono molto a Montemurro ma anche a tante altre squadre e non sembrano alla portata del Varese che, in ogni caso, proprio come aveva ricordato il dirigente, prima dell’eventuale ingaggio di una punta deve sfoltire l’attacco già ben fornito. Chi se ne andrà? È da escludere la partenza di Neto Pereira, uno degli uomini più rappresentativi e amati dalla tifoseria, quella di De Luca, varesino doc che ha il diritto e il dovere di consacrarsi definitivamente in prima squadra, dopo una vita trascorsa nel settore giovanile biancorossa, e anche quella di Eusepi, fortemente voluto dal tecnico Carbone che già lo aveva allenato al Pavia nella passata stagione. È difficile anche che Momenté se ne vada perché il d.s. Milanese ha fatto di tutto pur di riprenderselo dall’AlbinoLeffe, che, fino a ieri lo ha richiesto con estrema insistenza. L’unico centravanti di cui il Varese potrebbe privarsi sembrerebbe allora Cellini, il cui stipendio annuale è molto alto. Solo in caso della sua cessione, i biancorossi tenterebbero il colpo che Montemurro ci ha annunciato. Ma l’uscita di Cellini è tutt’altro che vicina e, anzi, Milanese continua a indicarlo come uno dei punti di riferimento dell’attacco varesino: «Marco è in scadenza di contratto e questa circostanza rappresenta un grande stimolo. Da Cellini, Eusepi e Momenté mi aspetto i gol che aveva realizzato da solo Ebagua lo scorso anno». Chiudiamo con tre notizie di cui vi avevamo già dato conto ma che sono state appena ufficializzate: Concas è andato al Carpi in comproprietà, Del Sante ha firmato per il Mantova e Benvenga è approdato a Pisa.
a.confalonieri
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