Il Varese fa fuori «La Provincia» Noi invitiamo Sogliano e i grandi

La «Provincia di Varese» non è stata invitata alla festa di Natale del Varese per la prima volta in otto anni. Meglio sgraditi ma veri e pronti a dire sempre la verità che zerbini.

A una scelta così illuminata e rispettosa della storia, da Parabiago (ma loro dov’erano?) a Carpi, passando da Orbassano (non sanno nemmeno chi era il Cobrallo) e Bolzano (diteci, voi dirigenti da 10-17.000 euro al mese, cos’è successo), rispondiamo come siamo abituati a fare noi. Alla stessa ora di mercoledì prossimo festeggeremo il Natale del Varese con chi sa cos’è, chi c’è sempre stato e un giorno non lontano tornerà. Ecco servita la nostra lista di invitati, senza nessuna proscrizione, nemmeno per chi è sgradito: i “nemici” meglio guardarli in faccia, se sei più forte di loro, che avere paura di incontrarli.

Partiamo da Alfredo Luini: sicuramente il Varese “ufficiale” avrà pensato di metterlo in prima fila come succede allo stadio da cinquant’anni. Alla festa biancorossa della «Provincia» ci saranno il Dante e la Enza che organizzavano le grigliate con salamelle e vin brulè per la squadra, facendola più squadra di quello che era (dove sono trofei e foto della scalata al bar dello stadio? Perché il passato fa paura e va rimosso come accadeva nell’Urss?).

Con noi brinderanno, in ordine sparso, Devis Mangia, Roberto Bof, il Caccia, Vaccalluzzo, Mirella, Giorgio e Ribes, Eros Pisano, Franco Lepore, Stefano Del Sante, Buba Buzzegoli, Alessandro Gambadori (meglio gregari ma con gli attributi), Oscar Verderame e Stefano Bettinelli, Tomasoni. il Cobrallo, il Pio, Federica Artina, Francesco Caielli e la Frida, Caschetto, Vaccalluzzo, Paola, Edo (Bulgheroni), Robertone, Silvio, l’eterno Sole, Virgilio con il suo Peo. L’invito arriverà a chi ha sempre lasciato il cuore sul campo per quello in cui crede come Stefano Pertile, Piddu, Olgher Pinton (il suo caffè 75 è il migliore del mondo), Lele Bellorini (gli amici del Varese restano amici per sempre). E a chi, con ogni mezzo e dappertutto, ha portato lo stesso fuoco di Castelletto a Marassi e all’Olimpico: Tiziano Masini – per lui c’è un’unica squadra al mondo – Giancarlo Giorgetti e Claudio Milanese (presidente più giovane e tutto d’un pezzo della nostra storia). Non mancherà l’unico “doc”, Carlo Montoli. Porterà le olive all’ascolana Fabrizio Castori, offrirà il salame del Trentino Rolando Maran insieme a Maraner, e ai tavoli – come in ogni vero Natale biancorosso – Beppe Sannino servirà i giocatori vestito da cameriere mentre Stefano Sottili arriverà con un cesto di funghi raccolti in Valdichiana.

Ci hanno già dato il loro ok per abbracciare tutti noi e voi, Ricky e Sean Sogliano, rifondatori di ogni rinascita passata e futura (ritorneranno, la ruota gira). Che avrebbero accolto i “nemici” al loro tavolo, guardandoli negli occhi da uomini veri, fulminandoli con uno sguardo. Ignorando la loro esistenza, diventi solo più piccolo di quello che sei.

© riproduzione riservata