Carmine Gautieri sembra già aver capito tutto della sua nuova squadra ed è più che mai pronto all’esordio sulla panchina del Varese.
Il tecnico, subentrato lunedì sera a Sottili, ha fatto la mossa giusta riaprendo le porte del Franco Ossola per l’ultimo allenamento. Risultato? Tanta gente è arrivata allo stadio, sfidando l’aria gelida che si abbatte senza pietà su Masnago.
Ma il clima è caldo per gli appassionati presenti in tribuna e nei distinti il cui sostegno e appoggio è ben più importante di ogni tipo di pretattica. Né Beppe Sannino né Rolando Maran amavano nascondere le loro mosse. Anzi, non avevano paura se gli avversari ne venivano a conoscenza perché erano ben consapevoli della loro forza e di quella dei loro giocatori. Anche Gautieri sembra esserlo e per questo non intende mettere veli intorno alla rifinitura che, per la prima volta in questa stagione, è stata vista dalla gente.
Tra i fedelissimi c’era anche l’imprenditore Edoardo Bulgheroni, uno degli artefici dello scudetto della stella del basket varesino, appassionato di cavalli e di calcio, e tanti altri amici immancabili, pronti a salutare il bomber Leonardo Pavoletti con un convinto scroscio di applausi. Sul volto dell’attaccante e su quello dei compagni erano stampati sorrisi solari: l’ideale per scaldare la vigilia della gara con il Cittadella, in scena alle 15 al Franco Ossola.
Il Varese deve vincerla a tutti i costi, come fa capire Gautieri: «La squadra ha raccolto un solo successo nelle ultime otto partite e questo aspetto può pesare ma dobbiamo aver fiducia, sapendo che oggi per noi incomincia un altro campionato. Io inseguo sempre il risultato pieno».
Il tecnico sa come fare per risollevare i biancorossi: «Punto sul 4-3-3 e, pur avendo avuto poco tempo per far assimilare il nuovo modulo, ho già ricevuto buoni segnali dai ragazzi. L’importante è mantenere il giusto equilibrio in campo: se sapremo coltivarlo il più possibile, avremo risultati importanti».
Le bandiere Neto, Zecchin, Bressan, i difensori centrali Ely e Rea, il terzino sinistro Franco non ci sono e Gautieri è in emergenza al debutto. L’allenatore, però, non si piange addosso e rispolvera la parola magica con cui Sannino aveva trascinato il Varese dall’ultimo posto della Seconda divisione alla B, in appena due anni: «Dobbiamo concentrarci sul gruppo che fa la differenza sempre e chi c’è non farà rimpiangere gli assenti».
Come costruirà Gautieri il primo 4-3-3 del Varese? «Giocheranno tre attaccanti puri mentre per il centrocampo ho dei dubbi: Cristiano può fare la mezzala, come Tremolada e Calil. Corti? Non lo arretrerò». Gautieri ben volentieri ha deciso di far entrare la gente allo stadio non preoccupandosi di mostrare i suoi segreti: «Dobbiamo conquistare chi viene a vederci lottando al massimo e uscendo dal campo con la maglia sudata. Sogno di formare con i tifosi un gruppo nel gruppo che porti in alto il Varese».
Varese
© riproduzione riservata













