Roma, 8 apr. (TMNews) – Dopo il botta e risposta a distanza su come gestire l’emergenza umanitaria per gli immigrati in arrivo dal Nord Africa, si comincia a intravedere tra Italia e Francia qualche primo timido segnale di collaborazione, con l’avvio di una fase di studio per attuare pattugliamenti congiunti per bloccare partenza clandestini da Tunisia. E’ il risultato emerso dall’incontro
avvenuto oggi a Milano, tra il ministro dell’interno Roberto Maroni e il suo omologo francese Claude Gueant, anche se rimangono le differenze. Sullo sfondo restano infatti divergenze importanti sulla libera circolazione per gli immigrati con permesso di soggiorno temporaneo per protezione umanitaria nell’area Schengen. E su questo punto – non è un mistero – non c’è ancora accordo tra Roma e Parigi.
In attesa di capire se alla prova dei fatti l’intesa tecnica firmata con le autorità tunisine per il controllo delle partenza produrrà risultati, Maroni e il governo hanno deciso di puntare sull’utilizzo dei permessi di soggiorno temporanei per i tunisini sbarcati a Lampedusa. Questo per poter ‘svuotare’ l’isola di Lampedusa e i centri (in gran parte al Sud) dalle gran numero di immigrati clandestini arrivati dalla coste nord africane. Una soluzione che non piace alla Francia, ben consapevole di essere la meta finale per migliaia di tunisini già sbarcati in Italia. Da qui, il ‘paletto’ posto dai francesi e ripetuto oggi a Maroni dal ministro Gueant: “I permessi temporanei di soggiorno rilasciati dal governo italiano – ha ribadito il ministro di Sarkozy – aprono la possibilità di libera circolazione ma nel rispetto dell’articolo 5 di Schengen, che prevede il possesso di risorse finanziarie e documenti”. Chi deve garantire queste condizioni per i transalpini? Ovviamente, l’Italia. Da questa impasse non si è usciti. Probabilmente questo sarà argomento dell’incontro che vedrà di fronte, il prossimo 26 aprile, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy.
Per ora Italia e Francia hanno deciso di costituire “un gruppo di lavoro congiunto per bloccare le partenze clandestine dalla Tunisia, attuando parte dell’accordo tra l’Italia e la Tunisia con un pattugliamento congiunto di Italia e Francia aereo e navale”.
Nes
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