Imprenditore scomparso, si indaga anche per sequestro

VEDDASCA Sequestro di persona. E’ questa l’ipotesi di reato sulla quale indagano gli uomini della squadra mobile di Milano. Si stanno occupando della scomparsa di Aurelio Giorgini, 61 anni, l’imprenditore originario del Milanese, ma residente a Piazzogna, in Canton Ticino, scomparso da Graglio, in Val Veddasca, lo scorso 24 marzo.
Il caso ora è nelle mani della prima sezione della mobile del capoluogo lombardo, che non esclude nessuna ipotesi sulle cause della sparizione e ha aperto un fascicolo per sequestro di persona.

Secondo gli investigatori, infatti, è improbabile che l’uomo si sia allontanato volontariamente: non ha con sé né il passaporto, né le carte di credito. Inoltre desta più di un sospetto la mancanza di comunicazioni ai familiari, anche alla luce della vita regolare abitualmente condotta dall’imprenditore. Pare inverosimile anche l’eventualità di un incidente stradale o di un gesto estremo, visto che le strade di accesso a Graglio sono state minuziosamente perlustrate sin dal giorno successivo alla scomparsa, così come la statale 394 che costeggia il Lago Maggiore.
Dunque la scomparsa si tinge di giallo. Perché se quella dell’estorsione sembra al momento la pista meno convincente, visto il lungo silenzio, prende invece piede la strada di eventuali vendette maturate magari nell’ambito dell’attività professionale. Secondo i familiari, infatti, Giorgini «aveva avuto varie dispute nel suo lungo percorso di manager». Attività legata, fino agli anni Novanta, ad alcuni dei più grossi marchi della moda come Gft, Cerruti e Jil Sander. Poi l’imprenditore nato in provincia di Udine il 9 luglio del 1949, sposato e padre di due figli (un uomo di trent’anni che risiede a Londra e una donna che fa il medico), si era buttato sulle nuove tecnologie. Un’avventura telematica con la DimeX world SA, società luganese di cui è amministratore che lo aveva portato alla creazione di un brevetto per un apparecchio per la scansione di radiografie e documenti sanitari. Un imprenditore di successo, dunque, svanito nel nulla insieme alla sua auto, una Smart. Avvistata per l’ultima volta, come lui, proprio a Graglio lo scorso 24 marzo. Doveva raggiungere Piazzogna per poi tornare a Milano. Ma qui le sue tracce si perdono nel nulla. Da quel giorno, infatti, anche i suoi cellulari risultano spenti. Abbastanza dunque per pensare che sotto ci sia qualcosa. Imponente la macchina dei soccorsi attiva per giorni nella zona, ma finora senza alcun esito. Le verifiche proseguono in ogni direzione con il coinvolgimento anche della polizia cantonale.
Alessio Pagani

s.bartolini

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