VARESE Centinaia di persone, stranieri ma non solo, questo pomeriggio hanno affollato piazza XX Settembre per celebrare anche a Varese la giornata dello sciopero degli immigrati. La manifestazione si è conclusa alle 18.30 con il lancio di centinaia di palloncini gialli, il colore simbolo della lotta contro ogni razzismo, avvenuto contemporaneamente in decine di altre città italiane ed europee.Lo scopo era mostrare la vera faccia dell’immigrazione, quella fatta di lavoratori con regolare contratto, altrimenti niente permesso di soggiorno, che contribuiscono alla crescita della comunità economica (valgono il 9,7% del Pil, 7 milioni di euro di entrate annue al fisco e 6 milioni all’Inps) e sociale, dato che una famiglia su dieci assume una badante. Cosa succederebbe se gli stranieri non ci fossero? Per dimostrarlo in alcune città gli immigrati hanno incrociato le braccia. A Varese si è scelta la riflessione, con una serie di iniziative concrete e tante storie. Ad esempio Djibril Thiam ha cucinato «ahiebou yapp», un piatto senegalese a base di riso e carne per 150 detenuti
del carcere dei Miogni mentre altri hanno ripulito le aree verdi tra le stazioni e il Politeama per poi piantare delle primule gialle.Per tutto il pomeriggio decine di persone sono salite sul muretto, megafono in mano, per raccontare ciascuno la propria esperienza. «Chi si comporta da cittadino? Io che sono qui a rivendicare dei diritti, o quelli che non pagano le tasse», ha chiesto un ragazzo di colore. «Non siamo delinquenti ma lavoratori, eppure ci insultano, ci accusano e ci umiliano come non fossimo esseri umani – ha detto alla folla Daniel Yapo Yapi, tra i portavoce del movimento Ubuntu – Spero non accada mai, ma se l’Italia fosse dilaniata dalla guerra o dalla fame cosa farebbero gli italiani? Cercherebbero lavoro in altri paesi, come hanno fatto tanti di noi qui». Ad ascoltarle due donne con il velo tra decine di altre donne e uomini africani qualche badante sudamericana e alcuni candidati di Pd, Sinistra Ecologia Libertà, Rifondazione e Comunisti Italiani tra cui Hicham Mourtadi, nato a Casablanca.Lidia Romeo
s.bartolini
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