BUSTO ARSIZIO – Yama contro Foppa, alla larga, riesce a somigliare a Yama contro Urbino: gli altri ci danno, «è la nostra migliore partita dell’anno» dirà Davide Mazzanti, ma alla fine sono le farfalle a dare la spallata giusta nel momento esatto. Tempismo da pila atomica, in una serata oggettivamente non splendente. Bella vita, siamo campioni d’inverno con un turno d’anticipo: giovedì, ultima d’andata, pronti a conoscere l’avversaria negli ottavi di Coppa Italia.
Carlo Parisi: «L’ho visto subito, anche nel primo set vinto, che la squadra non era la solita. Non stavamo lavorando bene e faticavamo nella qualità, aspetti in cui facciamo la differenza». Punto cardinale: «La svolta è stata merito nostro, ma anche demerito loro». Aggancio da coach Mazzanti: «Non giochiamo bene a pallavolo e basta, non è un problema psicologico. La ricezione continua a non funzionare, per fortuna siamo stati finalmente incisivi a muro e in difesa. Buon punto di partenza». A non funzionare, scampoli del primo set e tutto il quarto, anche Francesca Piccinini: fisicamente è a terra, così è dannosa.
Portato a casa il parziale d’esordio, Busto s’è persa via, contestualmente all’uscire delle qualità bergamasche: Foppa brava a controllare Havlickova, a disinnescare Bauer e a toccare a muro; ricezione bustocca non sempre a regime, fortuna che non si affonda. Il prosieguo, infatti, racconta di una picchiata biancorossa. A poco serve il cambio della diagonale palleggio-opposto, dentro a fine secondo Caracuta-Meijners per Lloyd- Havlickova: «Valeria e Floortje sono state brave», ipse dixit coach Parisi, ma servirebbe altro. Finché… finchè.
Insomma, la scossa, il gesto, la sintonia emozionale tra campo e tribune stracolme. Accade sul 15-20 del terzo sulle spalle di Giulia Pisani, nella mischia per Dall’Ora: la campionessa del mondo juniores diviene campionessa tra le grandi. La giugulare gonfia come stella cometa. Il parziale dice 10-2, la centrale toscana è diabolica in ogni fondamentale e, dal 19-22, tutti i punti sono stati guadagnati. Nessun errore Bergamo, solo diamanti Busto. Futura al solito efficiente nell’essere pungente con ogni elemento, anche con chi a onor del vero non ha brillato.
Annamaria Quaranta, sorriso di sincerità: «La Yamamay si fa ben guardare. Brave e senza mai cali, a differenza nostra. Continuate così, ma vi aspettiamo al ritorno!». Francesca Marcon indaga sull’emozione: «Oggi, come con Urbino, è scattata la molla, la capacitò di unirci. L’aspetto caratteriale». Qui subentra un teatrale Carlo Parisi: «Non abbiamo ancora vinto la Champions! Non sarebbe giusto levare alle mie il merito di sapere fare gruppo, di avere forza di reazione anche quando non mostriamo nulla di particolare. Però qui esce il mio aspetto pragmatico, i miei piedi saldi a terra. Voglio gioire, non sarebbe giusto impedire ai tifosi di festeggiare, ma la Champions la dobbiamo ancora vincere». Passo indietro. Diagramma della dimostrazione di forza: le farfalle non hanno sbagliato quando non potevano, abulica Havlickova compresa decisiva a muro.
Tutto okay, pronti alla serata da pirati del PalaBorsani: si parte alle 20.45, diretta su RaiSport2, dopo ne resterà soltanto una per un campionato corsa a tre.
Samuele Giardina
a.confalonieri
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