In manette il pirata che ha ucciso Giada. Rischia 15 anni

Si chiama Flavio Jeanne, ha 24 anni e fa il cuoco, l’autista dell’auto che travolto e ucciso Giada Molinaro

«Ho investito un cinghiale». Faccia contrita rivolta al carrozziere, tono gentile e dispiaciuto. Ma nervoso. Così Flavio Jeanne, 24 anni, cuoco, origini mauriziane, residente a Varese, il profilo Facebook pieno di selfie e un’adorazione per il padre e la fidanzata, ha cercato di giustificare il danno alla sua Kia Rio bianca, l’auto che ha investito e ucciso Giada Molinaro, 17 anni, studentessa piena di sogni, travolta da un pirata mercoledì sera alle 23.30 in viale dei Mille e morta poco dopo. Un pirata che dalle 12 di ieri ha un nome: Flavio Jeanne.

Il fanale dell’auto ricostruito dalla Polizia Locale

Il fanale dell’auto ricostruito dalla Polizia Locale

Dal carrozziere il ragazzo c’è andato giovedì: difficile spiegare quel fanale sinistro distrutto e quel parabrezza sfondato dove ancora c’erano le tracce del sangue di Giada. «Un cinghiale». Non è venuto in mente nulla di meglio al giovane cuoco. Ma era una ragazza di 17 anni. Lo sapeva lui. E lo sapeva anche il

carrozziere: gli agenti del comando di polizia locale di Varese hanno ricostruito il fanale dai frammenti recuperati sull’asfalto divulgando il modello e il colore dell’auto del pirata. Ripresa anche dalle telecamere. Il carrozziere ha agito in modo perfetto: ha chiamato all’istante i carabinieri. Quella Kia, a suo parere, era l’auto che aveva ucciso Giada.

La Kia Rio bianca che ha travolto la giovane Giada

La Kia Rio bianca che ha travolto la giovane Giada

E Jeanne era il pirata. I carabinieri del reparto investigativo di Varese e della compagnia di Gallarate – il carrozziere lavora a Sesto Calende come il pirata – hanno immediatamente eseguito tutti gli accertamenti del caso. Jeanne era il pirata: i militari l’hanno fermato alle 12 di ieri a Sesto mentre andava a lavorare. Il giovane ha lì per lì negato. O meglio non ha ammesso alcuna responsabilità. Non ha confessato sino a quando non ha avuto al fianco un avvocato. Soltanto allora ha ammesso le proprie responsabilità. «È distrutto, a pezzi. È un bravo ragazzo che ha compreso subito il peso delle sue azioni e sa di aver aggravato la sua posizione». Sono le parole dell’avvocato Cinzia Martinoni, difensore di Jeanne. «Altre valutazioni al momento sono fuori luogo, nei prossimi giorni avremo un quadro più chiaro della situazione», ha poi aggiunto l’avvocato.

L’accusa è pesantissima: Jeanne rischia sino a 15 anni di carcere. È accusato di omicidio stradale: il suo è uno dei primi casi in Italia dopo l’approvazione della nuova normativa. Di fatto il 24enne non ha spiegato il perchè della fuga. Tornava da una serata trascorsa con la fidanzata amatissima. Anche Giada tornava a casa dopo una serata con il fidanzatino. Jeanne l’ha investita sulle strisce davanti agli occhi del ragazzo e della madre di lui: Varese ricorderà a lungo il grido della donna che ha lacerato la notte e i cuori di molti. La strada mostra un dettaglio raggelante: Jeanne non ha mai frenato. Correva verso il centro cittadino, ha investito Giada e non ha toccato i freni. Non ha mai rallentato. Oggi è distrutto ma ha avuto quasi due giorni per costituirsi. Non l’ha fatto. Anzi ha cercato di far riparare la macchina che lo incastrava raccontando una bugia. Davanti agli inquirenti avrebbe affermato di essere scappato per paura. In preda al panico. I dubbi sono molti. L’auto era assicurata, in regola. È possibile che Jeanne avesse bevuto durante la serata con la fidanzata e per questo sia fuggito? Non potrà mai essere accertato. Il fidanzato di Giada, testimone dell’accaduto, ancora non riesce a parlare del fatto. Ricorda il botto, fortissimo e Giada a terra con i respiri lunghi. Dicono gli amici che ripete che «la amerà per sempre e non la dimenticherà mai». Oggi Jeanne dovrebbe comparire davanti al gip per l’interrogatorio di convalida. Dovrà spiegare perchè non si è fermato. Perché ha raccontato storie al carrozziere. Perché non si è costituito vista la contrizione mostrata poi, dopo l’arresto, a quasi due giorni dal fatto, davanti agli inquirenti e viste le prove schiaccianti.

Varese darà l’ultimo saluto a Giada lunedì. Le esequie saranno celebrate in San Vittore nel pomeriggio. L’orario sarà definito oggi. Ieri il sindaco Davide Galimberti ha fatto visita alla famiglia. Una visita privata per portare conforto e cordoglio della quale non ha voluto parlare pubblicamente. Il fermo sarà convalidato, visto che alla fine Jeanne ha confessato e visto le prove a suo carico. Come detto rischia 15 anni per omicidio stradale. Il gip potrebbe disporre gli arresti domiciliari.