In mostra a Varesei peccati di Stato

In mostra a Varesei peccati di Stato

VARESE «La vera bandiera d’Italia dovrebbero essere le mutande della contessa Castiglione». Un’affermazione da non equivocare, ovviamente, che vuole significare il ruolo di grande peso rivestito dalla nobildonna nel processo di unificazione dello Stivale. Di questa e altre importanti signore della storia si può trovare ampia testimonianza nell’ultima follia di Graziano Ballinari.

L’estroso gestore del circolo di Bizzozero ha creato un percorso a tema in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Il nuovo allestimento del ristorante, composto da ritagli di giornale, riviste e documenti che vanno dal secolo scorso ai giorni nostri, si intitola, neanche a dirlo, «150 anni d’amplesso di Stato, da Camillo a Silvio». Insomma, Ballinari dimostra, anche sulla scorta dei recenti fatti che hanno coinvolto e travolto il premier, come le escort siano in realtà sempre esistite: «Una volta le chiamavano contesse o duchesse, oggi le chiamano escort, in realtà ogni epoca ha avuto le sue baldracche di Stato». Non usa mezzi termini l’ideatore dell’allestimento, che resterà visibile all’interno della trattoria per i prossimi 2 anni. Un modo bizzarro per parlare di un tema bistrattato come l’Unità d’Italia. «È sbagliato voler cancellare o cambiare il passato – continua Ballinari – Gli eventi, belli o brutti che siano, sono successi e la possibilità di un futuro migliore passa anche e soprattutto da una approfondita conoscenza della nostra storia. Perdere le radici significa perdere la strada del futuro. Significa fare gli stessi sbagli. Per questo ho voluto, anche in maniera burlesca, trattare l’argomento approfittando del polverone sollevato per le frequentazioni del nostro premier. Un modo anche per far capire che il mondo è sempre girato attorno alla stessa cosa; e che magari sarebbe meglio interessarsi al proprio destino piuttosto che soffermarsi sui peccati di letto del primo ministro: i vizi sono una cosa privata e sarà la storia a giudicarli, adesso per fare uscire la nostra Italia dal pantano servono le virtù».
Insomma, Graziano Ballinari, nel suo tempio allestito con ogni genere di cimelio d’epoca, vuole parlarci della storia per far recuperare il piacere del sapere (e, in questo caso, anche il sapere del piacere). Così si scopre che la contessa Castiglione, amante di Cavour ha avuto un ruolo determinante nell’opera di convincimento di Napoleone terzo: «La contessa, che era una donna dall’indicibile bellezza, ha abbassato le braghe e l’indomani l’Italia era fatta». Fior di prime pagine di giornali d’epoca parlano ad esempio dei vizi del Duce: «Tutti in ascolto tra casa Petacci e palazzo Venezia», un articolo in cui si parla delle intercettazioni telefoniche da cui emerge il rapporto tra Benito Mussolini e Claretta Petacci.

Un rapporto che non va giù alla legittima consorte del Duce, infatti qualche giorno più tardi un giornale titola: «Due ore di insulti tra donna Rachele e Claretta». Ampio spazio viene dato all’eroe dei due mondi e alle sue numerose amanti. Non da ultima la giovanissima marchesina

Raimondi di Fino Mornasco che a soli 18 anni si è sposata con Garibaldi, senza mai consumare il matrimonio e poco più tardi ebbe un figlio da Luigi Cairoli. Autentiche chicche da assaporare, magari mangiando un orzotto alla salsiccia: il piatto di cui Garibaldi era ghiotto.Alessandro Madron

s.bartolini

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