– Braccio di ferro tra il Comune di Varese e l’autosilo delle Corti. L’autosilo chiede il risarcimento dei danni provocati dalla chiusura di via Spinelli e il Comune (forse) chiederà di accertare l’impatto che la costruzione dell’autosilo ha avuto sulla struttura dell’ex caserma Garibaldi.
Il 12 febbraio 2014 il Comune procedeva alla chiusura di via Spinelli per via della pericolosità del muro della ex caserma, che rischiava di crollare. La strada è stata riaperta il 3 dicembre scorso.
In quei dieci mesi il parcheggio ha pagato un prezzo alto. Il piano meno uno è stato inagibile, con 170 posti non utilizzabili. Un’uscita è stata transennata.
Gli utenti sono calati anche per le difficoltà viabilistiche interne: alcune persone temevano i picchi di traffico, con gli incolonnamenti sulle rampe che imponevano di fermarsi e di ripartire in salita.
Nei giorni di super affluenza veniva cambiata la mobilità interna, con un ingente dispiegamento di forze, barriere spalancate e persone sulle rampe per gestire le precedenze alle uscite dei piani, talvolta con forti discussioni. L’autosilo ha dunque chiamato in causa il Comune per il danno arrecatogli. Il Comune ieri in giunta ha deciso di costituirsi in giudizio per contestare la richiesta di risarcimento del danno avanzata dall’autosilo. «Chiudere la strada per noi è stato un atto dovuto per tutelare
l’incolumità pubblica. Tutte le perizie davano come possibile il crollo della facciata. Se fosse nevicato, il muro sarebbe venuto giù. Non potevamo fare altro» spiega, assessore alla Sicurezza. Ma non solo: il Comune sta pensando anche ad ulteriori azioni. «Stiamo valutando di presentare una domanda riconvenzionale in Tribunale dove diciamo: “Noi contestiamo tutto quello che dite voi, in più chiediamo che venga fatto un accertamento per capire se i danni e i crolli possano essere ricondotti alla costruzione dell’autosilo”.
A questo punto il Tribunale nominerà un consulente tecnico da parte per valutare l’impatto che lo scavo dell’autosilo ha avuto sulla ex caserma».
La chiusura della strada ha avuto ripercussioni anche sui negozi, che hanno denunciato un calo di lavoro del 20 per cento circa; cosa che la dice lunga sui mesi neri vissuti non solo dall’autosilo, ma anche dalle attività confinanti. Ma il Comune potrebbe mettere sul piatto i 300mila euro spesi per mettere in sicurezza la parete della ex Caserma. Soldi che sono stati usati per costruire una impalcatura gigantesca e montare tiranti in grado di mantenere in posizione verticale una parete che si stava visibilmente spostando verso l’esterno.
L’autosilo e il Comune sono dunque ai ferri corti, ed è un peccato considerando che all’inizio sembravano interessati a collaborare per mettere nel più breve tempo possibile un punto alla vicenda.













