Influenza suina26 casi nel Varesotto

Influenza suina26 casi nel Varesotto

VARESE Sono 26 per ora i casi di AH1N1 accertati in tutta la provincia. Tutti risolti senza complicazioni, ha confermato l’Asl, ma intanto niente si sa ancora sul numero dei vaccini in arrivo. «La rilevazione è ancora in corso tra medici, ospedali e strutture sanitarie – spiega il direttore generale dell’Asl varesina, Pierluigi Zeli – la Regione sta finendo di raccogliere in questi giorni tutti i dati degli enti sul numero delle persone che ne hanno diritto. Anche a Varese mancano ancora i numeri definitivi».

La cosa sicura è che le prime vaccinazioni saranno effettuate dopo il 15 novembre, si tratterà di due somministrazioni successive a distanza di 30 giorni. I primi interessati, è confermato, saranno i soggetti affetti da pluripatologie, quindi cardiopatici, broncopneumonici, diabetici, affetti da patologie croniche degenerative, a partire dai sei mesi di età e fino ai 64 anni. Oltre a loro i donatori di sangue, ma anche gli addetti alle strutture sanitarie, il personale che fa assistenza, tutte le forze dell’ordine e la protezione civile. Per chi avesse compiuto i 65 anni di età invece sarà somministrato il vaccino contro l’influenza stagionale che dovrebbe arrivare a breve, in questo caso si partirà probabilmente dal 12 ottobre; dopo un periodo di 30 giorni anche gli anziani che ne avessero i requisiti potranno avere la vaccinazione per l’AH1N1.
Per evitare complicazioni, ogni ente provvederà a vaccinare il proprio personale mentre sarà l’Asl ad occuparsi della popolazione: «Saremo noi a chiamare direttamente chi è stato individuato come soggetto a rischio», ha precisato Zeli. Intanto nel reparto di malattie infettive Varese è già dotato di 17 posti letto e di altri 17 “accreditati”, ovvero che potrebbero essere aperti in caso di necessità. Resta il fatto che il virus richiede un ricovero in casi piuttosto rari, e il tasso di mortalità non è tale da rovinare i sonni tranquilli dei nostri sanitari. «Il virus si diffonderà di più, questo è già sicuro fin da ora. Altro è dire che la cosa è preoccupante. I rischi sono davvero ridotti ai minimi termini, inferiori a quelli dell’influenza stagionale, e comunque adottando qualche semplicissima attenzione si evita il contagio nel 90% dei casi. Direi che la popolazione può stare assolutamente tranquilla, non ci sono stati nemmeno i decessi che si prevedevano e anche la diffusione è molto rallentata».

e.marletta

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