Con l’inizio del mese di luglio e delle ferie estive, come previsto, sono in aumento i disservizi postali, relativi al ritardo nella consegna della corrispondenza e nella chiusura improvvisa degli uffici, non solo nei piccoli paesi ma anche nelle città più grandi della provincia di Varese. Un fenomeno che riguarda non soltanto il nostro territorio; segnalazioni di disagi continuano ad arrivare anche da altre province. Sindaci e associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra; proprio sul fronte dell’assemblea dei primi cittadini, composta da una quarantina di paesi di piccola dimensione, si sta muovendo qualcosa.
Il sindaco di Brebbia , con una delegazione di colleghi di piccoli Comuni, incontrerà il prossimo 15 luglio in Prefettura a Varese, dopo apposita richiesta avanzata alcune settimane fa, i dirigenti di Poste Italiane. «Vogliamo fare il punto della situazione con Poste dopo le promesse che ci sono state fatte nel precedente incontro – afferma Gioia – ci piacerebbe anche che questi incontri con l’azienda fossero periodici e più assidui».
Problemi in questi giorni si segnalano in particolare a Cuasso al Monte, a Mesenzana e anche a Gemonio, soprattutto nell’apertura a singhiozzo degli sportelli, dove magari lavora un solo addetto. «Chiediamo che Poste avvisi i Comuni almeno il giorno prima in caso di chiusura di un ufficio – prosegue il sindaco brebbiese – e chiediamo che
in estate vengano assunti postini a chilometro zero, ovvero che conoscano bene il territorio in cui lavorano». L’incontro del 15 sarà decisivo per capire se sul fronte dei disservizi postali sarà un’estate torrida e cosa ci si deve aspettare per agosto e settembre, dopo un luglio che non è iniziato certo sotto i migliori auspici.
Il problema non riguarda soltanto i piccoli Comuni, ma anche le città più grandi della nostra provincia, che in estate vanno in sofferenza, come testimonia Federconsumatori. «A Busto Arsizio – dichiara, presidente di Federconsumatori Varese – nel mese di luglio vengono chiusi alcuni uffici come ad esempio quello della stazione, costringendo gli utenti e gli anziani a recarsi ad un altro sportello».
L’appello alle istituzioni e alla politica locale, avanzata dalle colonne del nostro giornale dallo stesso De Lorenzo, non ha sortito alcun effetto. «Bisogna pensare ad una programmazione delle ferie del personale di Poste da giugno a settembre per evitare che gli uffici restino completamente scoperti, creando disagi intollerabili» conclude.
Matteo Fontana
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