Internet super veloce A Varese presto realtà

Internet super veloce A Varese presto realtà

VARESE Banda ultra larga in arrivo a Varese. Il progetto è agli albori, ma i tempi di realizzazione previsti sono relativamente brevi: il capoluogo bosino è stato eletto come laboratorio da cui partirà l’ambizioso progetto della Regione che prevede, entro il 2015, di arrivare nelle case della metà dei lombardi con la connessione a fibra ottica. Si tratta di un collegamento che non a caso è definito “banda ultra larga”: consente di ricevere niente meno che 30 mega bit al secondo; per dare un’idea, circa 6 volte la velocità massima che potenzialmente arriva nelle case munite di adsl.

Il programma prevede di avere operativa una prima parte della rete già per l’inizio del 2011, sarà probabilmente in una zona (anche piuttosto estesa) del centro. «La Regione non può coprire tutto il territorio nell’immediato – ha spiegato l’assessore Gladiseo Zagatto che sta seguendo il progetto – perché non ha a disposizione tutti quei soldi. Il fatto è che una volta installata la rete in fibra ottica sarà affittata ai provider che forniranno poi il servizio all’utente finale, generando dunque un circolo virtuoso per la Regione che potrà reinvestire nelle altre province, a partire dai capoluoghi. Il centro città è una zona privilegiata in questo senso, proprio perché permette un ritorno economico più veloce. E visto che Varese è stata la prima a farsi avanti, complice una condizione di partenza più favorevole di altri e qui di seguito vedremo il perché, sarà anche la prima ad avere la nuova rete a disposizione dei cittadini. «Per il momento abbiamo fatto il primo incontro – dice Zagatto – e il secondo è in programma per i primi di settembre. In quell’occasione dovremo mettere insieme tutte le informazioni recuperate sull’esistente e sulle zone scoperte in modo da fare il punto e partire con il progetto».

Varese infatti è già in parte coperta dalla fibra ottica, anche se non è mai entrata in funzione. L’aveva portata Telecom mettendo in piedi il “progetto Socrate”, poi abbandonato con la fine dell’epoca del monopolio, per l’evidente paradosso che sarebbe derivato dall’investire milioni di euro in una rete sulla quale gli ex monopolisti sarebbero stati costretti a dare spazio ai diretti concorrenti. «Il centro ad esempio è già in condizioni discrete. Sappiamo che ci sono anche altri collegamenti ma sono cose fatte parecchi anni fa e negli uffici è rimasta documentazione sparsa da mettere insieme. Fatto questo cercheremo anche di capire in quale stato si

trova». Comunque vada, non è la fibra di per sé a costare molto, ma lo scavo e la manodopera per portarla nelle case. L’obiettivo finale, non si dimentichi, è proprio quello: sostituire tutti i doppini telefonici con il cavo in rame, quelli su cui viaggia anche per l’adsl, per rifare tutto con i cavi in fibra. «La velocità sarà praticamente illimitata, i limiti dipenderanno solo dagli apparati collegati. Con questa tecnologia si vuole arrivare anche alla teleassistenza sanitaria per i pazienti che potranno essere gestiti dall’ospedale anche a distanza, ma è solo un esempio delle potenzialità impensabili fino all’altro ieri che la fibra può garantire».Francesca Manfredi

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google