«Io, da Napoli all’Insubria Qui ti senti più seguita»

«Io, da Napoli all’Insubria
Qui ti senti più seguita»

L’Università dell’Insubria cerca studenti fuori dal territorio, e all’ultimo Open Day, venerdì a Varese, erano un buon numero, soprattutto dalla Sicilia.

C’è però chi ha già concluso il proprio percorso, ed ora deve decidere cosa fare: restare sul nostro territorio, costruendo qui la propria vita professionale, o tornare a casa.

È a questo punto della vita , praticante avvocato originaria della zona di Caserta, che dopo qualche anno di giurisprudenza nella Seconda Università degli Studi a Napoli, ha preso un treno per concludere il percorso nell’ateneo varesino.

«Quello che mi ha convinto è stato il diverso percorso di studi – racconta – perché qui da voi ci sono esami più specifici, alcuni libri in lingue straniere, l’esame di diritto svizzero. Insomma, cercavo un percorso più stimolante, e l’ho trovato tra Varese e Como».

Luisiana è arrivata all’Insubria qualche anno fa. Affronta gli esami, li supera brillantemente, e a colpirla è soprattutto l’ambiente universitario: «Le aule sono molto più piccole che a Napoli. Qui si è seguiti molto meglio: il rapporto col professore è diretto, ti conoscono quasi per nome. A Napoli, invece, eravamo decine e decine di ragazzi a seguire le lezioni: diventi un numero, ed è forse più facile perdersi lungo il percorso».

Un ambiente più piccolo ha anche altri vantaggi, secondo la dottoressa: «C’è meno competizione, il rapporto anche con i compagni di studi è più collaborativo. Di conseguenza, è più facile trovare lavoro e, anche qui, imparare».

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