VARESE – Formicolii, crampi e stanchezza possono essere segnali dell’ipoparatiroidismo, ma spesso vengono ricondotti ad altri disturbi. La patologia, dovuta a una produzione insufficiente di paratormone, altera l’equilibrio di calcio e fosforo. In Italia, secondo uno studio su dati sanitari, tra il 2016 e il 2022 i casi trattati sono stati stimati in 25,5-27,6 ogni 100mila abitanti all’anno.
La malattia è stata al centro del primo appuntamento dell’IpoparaTour, iniziativa promossa a Varese dall’Osservatorio Malattie Rare con Appi Odv. Specialisti, persone con la patologia, familiari e associazioni si sono confrontati anche sulla “Guida ai Diritti”, pubblicata dallo Sportello legale “Dalla Parte dei Rari”. La scarsa conoscenza può contribuire a ritardi nella diagnosi e rendere più difficile accedere alle tutele.
La forma cronica compare soprattutto dopo interventi chirurgici al collo, in particolare alla tiroide; più raramente ha origine genetica o autoimmune. Nei casi gravi, l’ipocalcemia può causare contrazioni involontarie e dolorose o convulsioni. Nel tempo sono possibili complicanze renali e neurologiche. La gestione richiede controlli specialistici continuativi, coordinati dall’endocrinologo e, se necessario, con altri specialisti.
L’ipoparatiroidismo non è formalmente classificato come malattia rara. Questo può complicare il percorso per il riconoscimento dell’invalidità e dei benefici previsti dalla legge 104. La guida, disponibile gratuitamente online, illustra le tutele su esenzioni, invalidità, patente e supporto psicologico, oltre alle norme su lavoro e disabilità.













