Ippodromo, svolta choc dopo il rogo Lo stalliere: «L’ho incendiato io»

Ippodromo, svolta choc dopo il rogo
Lo stalliere: «L’ho incendiato io»

«L’incendio l’ho appiccato io per vendetta. Ho dato fuoco all’ippodromo perché Borghi ci ha rovinato». La confessione choc arriva da uno stalliere tedesco: l’uomo si è presentato venerdì pomeriggio all’ospedale di Circolo con ustioni di secondo grado a mani, braccia e petto.

Ha raccontato di essersi scottato con un fornello da campo. Ma gli agenti non gli hanno creduto, interrogandolo. E lo stalliere è crollato. La sua posizione è al vaglio della magistratura. Doloso o accidentale l’incendio squarcia il velo sul futuro delle Bettole.

Gli allenatori vorrebbero continuare a rimanere lì in via Galdino, recuperando le scuderie centenarie. Il patron vorrebbe dare una svolta all’impianto con il trotto. In tutti i casi, c’è da fare i conti con l’ippica, settore in forte sofferenza.

«Le scuderie versano in condizioni pietose e la colpa è della Varesina che le ha lasciate andare nel degrado. Tutto per farci traslocare nel centro ippico di Castelverde a Caravate, che è stato un bluff. Lì non c’è neppure la pista per allenarci, per quello non ci siamo andati e siamo rimasti qui in via Galdino, anche se cade a pezzi» spiega , rinomato allenatore.

«Non posso effettuare manutenzioni sulle scuderie di via Galdino perché non ho i soldi – ribatte Borghi – E non ho i soldi perché chi occupa i box sono due anni che non paga l’affitto. Ogni anno devo pagare 130mila euro per luce, gas, riscaldamento e smaltimento del letame. Se le scuderie sono tenute così male è anche per colpa di chi le occupa, che non ne ha cura. Ci sono 100 box liberi a Milano, c’è il centro di Castelverde: allenatori e cavalli trovino un altro posto dove andare». Ma gli allenatori dicono di non aver intenzione di spostarsi, anche se cadono pezzi dal soffitto. Manca l’elettricità (tagliata per non aver pagato la bolletta) e anche il riscaldamento per via di un guasto.

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