Iran; Condannata a morte, sfugge alla pena sposando il carceriere

Iran; Condannata a morte, sfugge alla pena sposando il carceriere


Roma, 3 mag. (Apcom)
– E’ riuscita a scampare alla pena di morte sposando il suo carceriere. Marina Nemat, dissidente iraniana, racconta a La Repubblica come ha potuto cambiare un destino che sembrava ormai segnato. Un destino che sarebbe potuto terminare come quello di Delara Darabi, la pittrice 23enne che è riuscita, ma inutilmente, a chiamare la famiglia poco prima che la giustiziassero.

Marina Nemat è ancora scioccata da questa notizia perché la riporta con violenza ad anni che vorrebbe cancellare ma che ritornano invece spesso nei suoi incubi: arrestata a 16 anni, uno in meno di Delara (rimasta in carcere cinque anni prima dell’esecuzione), per “attività rivoluzionaria”, fu costretta come la pittrice a confessare sotto tortura crimini che non aveva compiuto. Ma una guardia carceraria “ossessionata da lei”, scrive Repubblica, convinse le autorità prima a commutare la pena in ergastolo e poi a liberarla. In cambio Marina dovette sposarlo. Solo dopo che questi morì, lei riuscì a scappare dall’Iran.

Ma Marina Nemat parla di centinaia di casi come quello di Delara: “Ragazze e ragazzi vengono arrestati per motivi pretestuosi e uccisi come se niente fosse. A centinaia sono morti mentre ero in carcere io”. Cosa può fare la comunità internazionale? “Continuare a fare pressione – spiega la donna che sulla sua vicenda ha scritto anche il best seller internazionale ‘Prigioniera a Teheran’ – e usare i mezzi di comunicazione” per dare un messaggio di democrazia ai giovani cresciuti solo con la Rivoluzione.

Chb

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