L.impedimento/Domani verdetto Consulta,da giudici ok a referendum

L.impedimento/Domani verdetto Consulta,da giudici ok a referendum

Roma, 12 gen. (TMNews) – Oggi il primo verdetto: il referendum proposto da Di Pietro per chiedere di cancellare la legge che consente al premier di mettersi al riparo dai suoi processi è ammissibile, ha sentenziato la Corte costituzionale. Ma il giorno del giudizio per le norme sul ‘legittimo impedimento’ sarà domani, quando i 15 giudici della Consulta si ritroveranno alle 9.30 in camera di consiglio per pronunciarsi sulla costituzionalità dello ‘scudo’ processuale a premier e ministri. La risposta a tre ricorsi firmati dai giudici di Milano.

Ma ancora oggi, quando manca ormai poco all’ora X che deciderà il destino delle contestate norme, un accordo tra i giudici sulla soluzione sembra lontano. Nè le parole di Berlusconi da Berlino avrebbero rasserenato gli animi delle alte toghe, alle prese con una pronuncia che potrebbe incidere sul percorso
del governo. Il premier inizialmente ha ostentato distacco: è una legge che “non ho mai richiesto”, “sono totalmente indifferente al fatto che possa esserci un fermo o meno dei processi che considero ridicoli”, non c’è alcun “pericolo per la stabilità di governo qualunque sia l’esito della Consulta”. Poi però è stato un crescendo di accuse culminate con un durissimo atto d’accusa alle toghe: “Spiegherò agli italiani di cosa si tratta, della patologia di un organismo giudiziario che si è trasformato in potere giudiziario esorbitando dal suo alveo costituzionale”.

I numeri alla Consulta oscillano continuamente, ma nelle ultime ore sembrano confermare che la bilancia continua a pendere dalla parte di chi quella legge non è intenzionato a salvarla così com’è: troppo generica nel prevedere i ‘legittimi impedimenti’ che consentono al premier di non presentarsi ai processi, con i giudici costretti a ratificare

un’autocertificazione proveniente da Palazzo Chigi. Due nodi segnalati dallo stesso relatore, il giudice Sabino Cassese, che nell’udienza di ieri ha chiesto: “I fatti ed eventi individuati come ipotesi di legittimo impedimento sono indicati in modo specifico o generico? Residuano poteri di controllo del giudice?”. Due domande alle quali domani i giudici costituzionali dovranno rispondere.

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