Roma, 13 gen. (TMNews) – La sentenza della Corte costituzionale mantiene “valido” l’impianto della legge sul legittimo impedimento e comunque va “rispettata” ma è basata su un “equivoco” sulla natura della norma e non tiene conto del fatto che è stata già provata la “oggettiva impossibilità” di una “leale collaborazione” con i giudici. E’ quanto affermano in una nota congiunta gli avvocati del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo.
“La legge sul legittimo impedimento nel suo impianto generale – affermano – è stata riconosciuta valida ed efficace e ciò è motivo evidente di soddisfazione. Nell’intervenire su modalità attuative, la Corte Costituzionale sembra avere equivocato la natura e la effettiva portata di una norma posta a maggior tutela del diritto di difesa e soprattutto della possibilità di esercitare serenamente l’attività di governo, non considerando la oggettiva impossibilità, come dimostrato dagli atti, di ottenere quella leale collaborazione istituzionale già indicata dalla Corte stessa, con una autorità giudiziaria che ha addirittura disconosciuto legittimità di impedimento ad un Consiglio dei ministri”.
“Comunque le sentenze della Corte – concludono i due legali – debbono essere ovviamente rispettate e sarà possibile comprenderne la reale portata nella pratica attuazione soltanto dopo aver letto la motivazione”.
Red/Bac
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