L.impedimento/ Terzo polo cauto, attende reazione Berlusconi

L.impedimento/ Terzo polo cauto, attende reazione Berlusconi

Roma, 13 gen. (TMNews) – La bocciatura parziale della legge sul legittimo impedimento non va strumentalizzata e non deve turbare la vita politica: la reazione a caldo degli esponenti del Terzo polo alla decisione della Corte costituzionale non modifica la linea ‘dettata’ prima da Pier Ferdinando Casini nell’intervista al Corsera, poi da Raffaele Lombardo dopo il suo incontro con il premier Silvio Berlusconi, quindi da Gianfranco Fini a Repubblica di “un’opposizione responsabile” pronta a confrontarsi con il governo sulle proposte condivisibili per garantire la “governabilità e la tenuta della legislatura”.

Proposte che ora il Governo guidato da Berlusconi deve fare, lasciando da parte le forzature come l’attacco alla magistratura, e anche per questo si attendono le prossime mosse del Premier, in primis l’uscita di domattina a ‘Mattino 5’ ospite di Maurizio Belpietro. Di certo per i terzopolisti – in primis Fli nel mirino del Pdl da mesi – le manovre di ‘allargamento’ della maggioranza saranno ora più difficili.

“Le sentenze della Corte Costituzionale – dice il coordinatore di Fli, Adolfo Urso – vanno sempre e comunque rispettate” e “questo è il momento di concentrare ogni sforzo per fare le riforme che servono al Paese e non certo per lacerarlo in campagne che possono delegittimare le sue istituzioni”. Semmai è ora,

dice Andrea Ronchi, che il Premier “accetti il patto di legislatura” offerto dal Terzo polo. Anche per l’Api di Francesco Rutelli, che pure parla di “ennesimo schiaffo alla maggioranza”, la sentenza, come spiega il portavoce Bruno Tabacci, “non inciderà sulla stabilità politica” anche se “impegna il governo a fare il suo dovere”.

L’Udc, che lo scudo in questione l’aveva ideato per mano di Michele Vietti, ex deputato centrista, oggi vicepresidente del Csm, ci tiene a precisare che la Consulta ha bocciato proprio i punti della legge che il partito di Pier Ferdinando Casini aveva chiesto di modificare: “Non siamo stati ascoltati – è il commento del leader del partito di via dei Due Macelli – e questo ha costretto la Consulta a intervenire per eliminare le forzature nel testo. Quando si esagera queste sono le conseguenze prevedibili. Mi auguro sia una lezione per tutti per il futuro. Se la maggioranza ci avesse ascoltato la legge sarebbe stata approvata”.

Occhi puntati, per Fini Casini e Rutelli, sulle prossime mosse del Premier, a cominciare “da cosa dirà domani da Belpietro”. Ma la sentenza della Consulta presenta già per i terzopolisti un risultato, quello di complicare l’allargamento sul quale invece batte ora Berlusconi e tutto il Pdl. E’ “la sfida” da raccogliere, per il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto: “consolidamento e ampliamento della maggioranza e sviluppo dell’attività di governo”. Ma se i toni sono quelli usati oggi da Sandro Bondi, per il quale la sentenza “rovescia i cardini della Costituzione”, sarà tutto ancora più difficile: non è così, dice Carmelo Briguglio, che si “rafforza il Governo” e si allarga la sua base parlamentare. E in ogni caso, ribadisce, giù le mani da Fli, che dalle manovre di Premier e Pdl, “non è toccata”.

Luc/Mdr

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