La Brambilla telefona a Fontana: “Via il divieto sui cani”

La Brambilla telefona a Fontana: “Via il divieto sui cani”

Ministro, lo storico regolamento di igiene comunale di Varese vieta l’ingresso dei cani in bar e ristoranti. Può in questo caso essere il regolamento comunale più restrittivo della legge?“Premesso che anche l’associazione dei comuni italiani ha ribadito con una nota che vietare l’ingresso ai cani nei locali pubblici si pone in contrasto con il D.P.R. n. 320/54 “Regolamento della polizia veterinaria” che invece lo consente, purché

siano condotti a guinzaglio, voglio precisare che una tale restrizione si porrebbe prima di tutto in contrasto con il grande cambiamento culturale di cui oggi anche l’Italia è protagonista. Si è finalmente diffusa una nuova coscienza di amore e rispetto per gli animali ed i loro diritti, in particolar modo nel nord. E cani e gatti vengono considerati spesso al pari di componenti della famiglia “

Ritiene quindi necessario modificare il regolamento di igiene comunale?
“Certamente si. Ho ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini di Varese e di imprenditori del settore dei pubblici esercizi che mi hanno chiesto un intervento per sollecitare l’adeguamento del regolamento della città a quelle che sono le esigenze di coloro che possiedono animali. Pertanto ho inviato una lettera al sindaco Fontana per rappresentargli il problema e questo pomeriggio abbiamo parlato telefonicamente della questione”

Con quali risultati?
“Il sindaco, mi spiegato di essere un amante degli animali e che aveva già provveduto in parte a modificare il vetusto regolamento comunale, escludendo dai divieti gli esercizi commerciali. Oggi, nel corso della nostra telefonata, mi ha assicurato che provvederà subito ad estendere l’ingresso ai cani anche nei pubblici esercizi, al fine di corrispondere alle esigenze dei cittadini e degli operatori turistici che mi hanno manifestato tale necessità. E per questo lo ringrazio”

In questi mesi Lei ha fatto tanto per agevolare i turisti proprietari di animali domestici. Cosa ne pensa del caso varesino?
“Considerando che, nel nostro paese, una famiglia su tre possiede almeno un cane o un gatto e che tali proporzioni si rispecchiano anche nel resto d’ Europa, appare evidente come un simile divieto potrebbe avere pregiudizievoli conseguenze sull’economia del turismo, specie in questa stagione estiva, e in definitiva creare non poche difficoltà ai cittadini che sono proprietari di cani”.

E’ stupita di questo divieto di ingresso dei cani in bar e ristoranti o si tratta di un divieto molto diffuso in Italia?
“Proprio nell’intento di rimuovere questo tipo di ostacoli con un concreto beneficio per l’immagine nazionale, ho istituito presso il ministero del Turismo il Comitato per la creazione di un’Italia “Animal Friendly” di cui fa parte anche l’Anci. Il mondo ci giudica anche per come trattiamo i nostri animali e impostiamo la convivenza con loro. Pertanto, una maggiore attenzione per i nostri piccoli amici e le esigenze dei loro proprietari non può che migliorare anche il nostro appeal turistico”

Lei ha promosso il progetto Turisti a 4 zampe: una campagna istituzionale e un sito (www.turistia4zampe.it) che riunisce gli indirizzi di bar, ristoranti, alberghi, campeggi e via dicendo dove gli animali sono i benvenuti. Come sta andando?
“Molto bene. Lo spot istituzionale che abbiamo realizzato e trasmesso sulle reti nazionali per combattere l’abbandono estivo degli animali ed il sito turisti a 4 zampe, hanno riscosso un grande consenso. Per parlare di numeri: sono stati da poco diffusi dati che certificano una forte riduzione degli abbandoni di ferragosto e le strutture turistiche che hanno aderito al progetto sono diverse migliaia. Ogni giorno se ne aggiungono di nuove. Lo stesso vale per le spiagge che accolgono gli animali, grazie anche alla collaborazione di Anci che si è fatta promotrice del progetto insieme a noi. Molti sindaci hanno disposto con ordinanza comunale la destinazione di tratti di litorale alla balneazione dei turisti con animali al seguito.”

Aprire le porte agli animali aumenta il giro di affari dell’industria turistica?
“Certamente si. E voglio cogliere l’occasione per complimentarmi con tutti gli imprenditori del settore, gestori di hotel, ristoranti, bar, campeggi e spiagge, che hanno aderito con entusiasmo alla nostra iniziativa. Così come voglio ringraziare per il loro lavoro le associazioni animaliste della provincia di Varese e l’Ufficio Diritti Animali della città. “

Tornando al caso di Varese, anche ai nostri amici degli animali possiamo dire che la questione è risolta? Potranno entrare con i loro cani nei pubblici esercizi?
“Direi proprio di si. Il sindaco lo ha garantito.”
Adriana Morlacchi

e.marletta

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