La Cimberio a Masnago perde la guerra dei cerotti

La Cimberio a Masnago perde la guerra dei cerotti

VARESE Il clima nello spogliatoio biancorosso è mesto. In un angolo Max Ferraiuolo borbotta che «altre volte contro la Virtus mi sono divertito di più»: magari allude alla famosa rissa innescata da Richardson nel ’90. L’ultimo arrivato, lo sloveno Marko Tusek infila due grandi verità: dice che «ci serve tempo per arrivare a giocare la nostra pallacanestro» e, soprattutto, ammette che «neanche stavolta ho dato quel che posso: è una questione sia di condizione fisica che di conoscenza dei compagni, sono entrambe ancora approssimative». Più d’uno alimenta il dubbio che la toppa sia ben lungi dal coprire la falla Slay. Un collega rincuora Antonelli parlandogli di carattere biancorosso, ma il baby lo stoppa: «No, potevamo fare meglio: anche se, in questa situazione di emergenza, è obiettivamente impossibile per noi giocare davvero bene». Lollo Gergati guarda avanti: «Abbiamo una settimana per tornare in linea di galleggiamento sul piano fisico e presentarci a Treviso con qualche chance di fare il colpaccio. Forse in questo periodo è più facile per noi cercare il risultato fuori casa: la minor pressione ci può giovare. Due punti sarebbero una manna, come

lo sono stati quelli di Montegranaro».Il migliore e uno dei più criticati della giornata a confronto. Michel Morandais ha ritrovato se stesso: «Sono contento, dopo un inizio di stagione così così sto recuperando il feeling giusto col campo e col canestro. La forma fisica è una chiave di volta, ma anche l’inserimento in meccanismi collaudati ha il suo peso. Sto pian piano individuando i miei punti di riferimento sicuri nella nuova realtà. Fare venti punti, se perdi la gara, lascia il tempo che trova: però considero il mio piccolo scout un’iniezione di fiducia per il futuro». Abbacchiato ma sempre orgoglioso Passera: il Pilla dice che per lui Marchino non è un problema, l’interessato è in sintonia col coach. «In queste ultime due partite ho giocato male, ma penso che tutti stiamo facendo molta fatica, perché una squadra come la nostra non può regalare certi giocatori cruciali. Poi è chiaro che alcune cose si notano più di altre: così in alcuni momenti il mio stesso modo di giocare mi induce a commettere errori clamorosi. Comunque sono tranquillo, lavoro duro e vado avanti per la mia strada».

e.romano

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google